Il cancelliere cubano attacca Costarica: "È una decisione destinata al fallimento"

Cuba e Costa RicaFoto © CiberCuba / Sora

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Il cancelliere cubano Bruno Rodríguez ha reagito con decisione alla decisione del governo della Costa Rica di chiudere la sua ambasciata a L'Avana e ridurre le relazioni bilaterali all'ambito consolare, definendo la misura “arbitraria e ingiustificata” e assicurando che si tratta di una determinazione “condannata al fallimento”.

In un messaggio pubblicato sul social network X, il capo della diplomazia cubana ha accusato San José di agire in “chiara sottomissione” alle pressioni degli Stati Uniti e ha sostenuto che Washington cerca di trascinare altri paesi della regione nel suo “storicamente fallito” intento di isolare Cuba.

"Repudiamo la decisione arbitraria e ingiustificata del governo della Costa Rica di ridurre il livello delle relazioni con Cuba all'ambito consolare. È un atto di chiara sottomissione di fronte alle pressioni e ai diktat del governo degli Stati Uniti, che tenta di trascinare altri paesi della regione nel suo tentativo, storicamente fallito, di isolare Cuba. È una decisione destinata al fallimento, come è accaduto più di una volta nella storia recente tra Costa Rica e Cuba, i cui popoli hanno dimostrato che nulla è riuscito né potrà separarlì", ha scritto Rodríguez.

La risposta del cancelliere è avvenuta dopo che il governo costaricano ha annunciato la chiusura della sua ambasciata a L'Avana e ha chiesto al regime cubano di ritirare il proprio personale diplomatico da San José, in una misura che rappresenta una riduzione drastica del legame politico tra i due paesi.

La decisione è stata confermata dal presidente Rodrigo Chaves e dal cancelliere Arnoldo André, i quali l'hanno presentata come una reazione al deterioramento costante della situazione dei diritti umani a Cuba.

La Costa Rica ha giustificato la misura per il peggioramento della crisi interna nell'isola, caratterizzata —secondo le autorità costaricensi— da repressione, blackout e scarsità generalizzata.

Arnoldo André ha affermato che la decisione risponde a una “profonda preoccupazione” del suo paese di fronte a questo deterioramento e ha denunciato anche un aumento della persecuzione contro attivisti, oppositori e cittadini critici del governo cubano.

Ha inoltre sottolineato che si sono intensificate le restrizioni alle libertà fondamentali come l'espressione, l'associazione e la manifestazione pacifica, mentre continuano a peggiorare le condizioni di vita a causa della scarsità di cibo, medicinali e servizi essenziali.

Come parte di questa ridefinizione del legame bilaterale, Costa Rica ha chiesto a L'Avana di agire in modo reciproco e ritirare il proprio personale diplomatico, mantenendo solo funzioni consolari minime.

L'ambasciata costaricana a Cuba non aveva più personale diplomatico dal 5 febbraio scorso, il che rendeva "praticamente impossibile" mantenere operazioni normali sull'isola.

Inoltre, il presidente Chaves ha annunciato che il suo paese non manterrà una rappresentanza consolare diretta nel territorio cubano e che l'assistenza ai cittadini costaricensi sarà gestita da Panama.

La decisione è stata consultata con la presidente eletta Laura Fernández Delgado, che ha sostenuto la misura.

Con ciò, San José ha dato origine a una rottura diplomatica di fatto, sebbene senza una totale eliminazione dei legami tra i due Stati, poiché d'ora in poi la relazione sarà limitata al piano consolare.

Reazione de La Habana

Di fronte a quell'annuncio, il regime cubano ha accusato il governo costaricano di agire sotto pressione degli Stati Uniti.

In un comunicato del Ministero degli Affari Esteri di Cuba, L'Avana ha descritto la decisione come unilaterale, arbitraria e ingiustificata, e ha affermato di essere stata informata tramite una nota diplomatica.

La Cancelleria cubana ha sostenuto che la misura non risponde agli interessi del popolo costaricense, ma a pressioni esterne, e ha criticato quello che considera un storico allineamento di San José con la politica di Washington nei confronti dell'isola.

Il governo cubano ha anche esplicitamente rifiutato la richiesta costaricana di ridurre il personale diplomatico della sua ambasciata in Costa Rica.

La Habana ha ritenuto infondato l'argomento della reciprocità invocato da San José e ha sostenuto che tale richiesta manca di fondamenta. Tuttavia, a partire dal 1° aprile, le relazioni tra i due paesi saranno mantenute esclusivamente a livello consolare, il che conferma una significativa riduzione dei legami diplomatici.

Dal punto di vista ufficiale cubano, questo passo fa parte di una strategia più ampia promossa dagli Stati Uniti per isolare Cuba nella regione, in un contesto di crescente pressione politica ed economica sul regime.

L'Avana ha assicurato che la decisione non influenzerà i legami storici tra i due popoli.

In quella stessa ottica, Bruno Rodríguez ha sostenuto che la storia ha dimostrato che “nulla ha potuto né potrà” separare i popoli di Cuba e Costa Rica.

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Redazione di CiberCuba

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