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Le dichiarazioni di un padre cubano che ha messo in discussione il governo in mezzo ai blackout continuano a generare reazioni sui social media, dove numerosi utenti concordano sul fatto che ci siano poche cose da difendere sull'isola.
Il messaggio originale, diffuso da CiberCuba, mostrava una famiglia che cucinava con legna sul tetto e conteneva dure critiche rivolte a Miguel Díaz-Canel e Manuel Marrero, mettendo in discussione le differenze tra le condizioni di vita del popolo e della dirigenza.
A partire da quella pubblicazione, decine di commenti riflettono un sentimento comune tra molti cubani: la mancanza di motivazione per sostenere il discorso ufficiale.
Una delle frasi che si ripetono di più tra gli utenti è la domanda “difendere cosa?”, in riferimento ai richiami del governo alla resistenza e alla difesa del paese.
“Che difendano coloro che non hanno problemi, quelli che hanno colazione, pranzo e cena assicurati, quelli che dormono con l'aria condizionata,” ha commentato un'utente, sottolineando la distanza tra la realtà del popolo e l'élite governante.
“Molti cucinano con legna… un sacco di carbone costa 2.000 pesos e non dura nemmeno 10 giorni,” ha raccontato un internauta.
“Più di 15 e 20 ore di blackout al giorno… non ne possiamo più,” ha aggiunto un altro.
Le reazioni riflettono un generale senso di esasperazione di fronte alla crisi economica, ai blackout prolungati e alla scarsità di alimenti.
“Ci siamo in molti con la stessa situazione e non ce la facciamo più,” ha scritto un'utente.
“È la triste realtà del popolo cubano,” ha sottolineato un'altra.
Vari utenti hanno direttamente imputato al governo la situazione del paese e hanno messo in discussione la mancanza di risposta ai problemi quotidiani.
“Non hanno mai pensato al popolo, lo hanno usato solo per mantenere il potere”, ha commentato un commentatore.
Altri hanno sottolineato che lo Stato dà priorità alla repressione invece di soddisfare le richieste sociali.
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