Nuovo vescovo a Cuba chiede per coloro che soffrono e desiderano un futuro migliore

Osmany Massó Cuesta, nuovo vescovo a CubaFoto © Facebook / Sant'Egidio Santiago de Cuba

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La Chiesa Cattolica a Cuba ha celebrato nel fine settimana la consacrazione episcopale di monsignor Osmany Massó Cuesta, il quale ha affidato a Dio il Paese e tutti i suoi abitanti, in particolare coloro che affrontano maggiori difficoltà.

Massó Cuesta è stato nominato vescovo della Diocesi di Bayamo-Manzanillo da papa Leone XIV lo scorso 3 gennaio. La sua consacrazione episcopale si è svolta sabato 14 marzo nella Cattedrale di Santiago di Cuba, ed è stata presieduta dall'arcivescovo di quella arcidiocesi, Dionisio Guillermo García Ibáñez.

Nella cerimonia hanno partecipato anche il nunzio apostolico a Cuba, Antoine Camilleri, insieme a vescovi, sacerdoti, religiose, fedeli e autorità locali, secondo quanto riportato da ACI Prensa.

Durante l'omelia, il vescovo di Santa Clara, Marcelo González Amador, ha enfatizzato il significato dell'imposizione delle mani sul nuovo prelato, un gesto che —come ha spiegato— rappresenta che il vescovo è coperto dalla Parola di Dio affinché “brilli nella sua vita e agli occhi dei suoi contemporanei il messaggio di salvezza, che lo ha raggiunto, lo ha penetrato, lo ha coperto”.

Il prelato ha inoltre sottolineato che “questo significa che il vescovo non agisce a titolo personale, agisce nel nome di Gesù Cristo e della sua Chiesa, della quale è stato costituito custode e maestro”.

Alla fine della cerimonia, Massó Cuesta ha pronunciato alcune parole in cui ha espresso: “alla nostra amata nazione, a tutti i cubani, specialmente a quelli che soffrono di più, per tutti coloro che anelano e confidano in un futuro migliore per vivere, nutrirsi, lavorare, godere in pace e con dignità”.

Il nuovo vescovo ha anche ringraziato coloro che hanno partecipato alla celebrazione, inclusi quelli che hanno affrontato difficoltà di trasporto per poter essere presenti, una situazione riflessa anche in pubblicazioni condivise sui social media dalla comunità cattolica locale come Sant’Egidio Santiago de Cuba.

Facebook /  Sant’Egidio Santiago de Cuba

Allo stesso modo, ha affermato: “Con questa Eucaristia di consacrazione episcopale non abbiamo fatto altro che sperimentare la presenza viva e operante nella sua Chiesa, di Gesù Cristo, vero Pastore e Vescovo delle nostre anime”.

Nella sua intervento, ha aggiunto: “È Lui che riunisce, si prende cura, cerca, fortifica e protegge il suo popolo attraverso coloro ai quali, senza merito personale, chiama e affida il compito di pascerli secondo il suo cuore”.

Massó Cuesta ha anche ricordato le parole di papa Leone XIV sul ruolo dei vescovi nei momenti difficili. Citando il pontefice, ha sottolineato che il vescovo è un uomo di fede “che, per grazia di Dio, vede oltre, vede la meta e rimane fermo nella prova”.

In questo contesto, ha inoltre citato che, “quando il cammino del popolo diventa più difficile” e “le famiglie portano carichi eccessivi e le istituzioni pubbliche non le sostengono adeguatamente; quando i giovani sono delusi e stanchi di messaggi falsi (…), il vescovo è vicino e non offre ricette, ma l'esperienza di comunità che cercano di vivere il Vangelo con semplicità e condividendo con generosità”.

Il nuovo vescovo, terzo pastore della diocesi di Bayamo-Manzanillo, si è rivolto anche ai fedeli del suo territorio, ai quali ha incoraggiato a crescere nella fede e a lavorare insieme. In questo senso, ha espresso: “Chiedo a Dio un cuore docile alle ispirazioni dello Spirito Santo, per scoprire quale sia la sua volontà (…), non concentrarmi sulla mia opinione, ma saper ascoltare, accompagnare, educare, creare ponti e discernere con gli operatori pastorali, i nuovi segni dei tempi affinché siamo capaci di sognare e dare una risposta evangelica come ci si aspetta da noi”.

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