La Procura degli Stati Uniti si esprime sulla richiesta di Maduro di annullare le accuse contro di lui

Foto © Captura di reti sociali

La Procura federale degli Stati Uniti ha respinto in modo deciso la richiesta presentata dalla difesa di Nicolás Maduro per annullare le accuse contro di lui, in un nuovo sviluppo del processo giudiziario che affronta l'ex governante venezuelano insieme a sua moglie, Cilia Flores, a New York.

In un memorandum presentato alla Corte del Distretto Sud di New York, i pubblici ministeri hanno chiesto di respingere la strategia legale di entrambi gli accusati, incentrata sull'affermazione di una presunta violazione dei loro diritti costituzionali per non aver potuto accedere ai fondi dello Stato venezuelano per pagare la loro difesa.

La posizione del governo degli Stati Uniti è chiara: non esiste base legale per annullare il processo.

La Procura smonta la strategia della difesa

Il team legale di Maduro, guidato dall'avvocato Barry Pollack, aveva richiesto alla fine di febbraio l'annullamento delle accuse, sostenendo che le restrizioni imposte da Washington gli impedivano di finanziare adeguatamente la sua difesa legale.

Secondo la difesa, questa situazione violerebbe il Quinto e il Sesto Emendamento della Costituzione statunitense. Pollack ha avvertito che “qualsiasi processo che si svolga in queste circostanze sarà costituzionalmente difettoso e non potrà produrre un verdetto che resista a future contestazioni”.

Sin embargo, la Procura ha respinto questi argomenti e ha sostenuto che le limitazioni rispondono a un quadro giuridico vigente, collegato alle sanzioni imposte al regime venezuelano.

Nel documento presentato al tribunale, i pubblici ministeri sottolineano che l'Ufficio per il Controllo degli Attivi Esteri (OFAC) ha agito in conformità alla legge impedendo l'uso di fondi statali venezuelani per finanziare la difesa.

“Le normative dell'OFAC proibiscono a un'entità sanzionata di pagare le spese legali di un'altra persona anch'essa sanzionata”, si legge nel memorandum.

Il punto chiave: L'origine del denaro

Il nucleo della controversia legale ruota attorno all'origine dei fondi per pagare gli avvocati.

Mientras la defensa insiste en que Maduro non dispone di fondi propri sufficienti, la Procura sostiene che può finanziare la sua difesa, ma esclusivamente con denaro personale e non con risorse dello Stato venezuelano, che si trova sotto sanzioni.

In questa linea, il Governo statunitense è stato categorico nell'indicare l'eccezionalità della richiesta avanzata dagli avvocati dell'ex presidente.

“È estremamente raro che una persona sanzionata dalla OFAC riceva denaro per pagare la sua difesa privata con soldi di un'entità sanzionata. Questa circostanza non si è mai verificata nella storia legale del paese”, hanno sostenuto i pubblici ministeri.

Il Dipartimento del Tesoro ha rafforzato questa posizione avvertendo che consentire quel meccanismo sarebbe completamente inusuale:

“In nessun caso è stato autorizzato un governo straniero soggetto a sanzioni a coprire i servizi legali e la rappresentanza legale di una persona anch'essa soggetta a sanzioni.”

Una licenza revocata e corretta

La Procura ha riconosciuto che inizialmente si è verificata una confusione amministrativa quando l'OFAC ha emesso una licenza che consentiva l'uso di fondi del governo venezuelano per la difesa.

Tuttavia, quell'autorizzazione è stata revocata poco dopo.

Secondo la versione ufficiale, attualmente Maduro e Flores possono utilizzare risorse personali - a condizione che non coinvolgano attivi bloccati né operazioni all'interno della giurisdizione statunitense - ma non fondi statali.

Per Washington, le sanzioni non sono una manovra recente per ostacolare il processo, ma una politica di sicurezza nazionale precedente al caso.

“Questi tipi di sanzioni rappresentano alcune delle misure più aggressive e di maggiore portata che gli Stati Uniti possano applicare”, ha spiegato il Dipartimento del Tesoro nella sua dichiarazione.

Accuse gravi e processo in corso

Maduro e Flores affrontano multiple accuse federali, tra cui cospirazione per narcoterrorismo, traffico di cocaina verso gli Stati Uniti, uso e possesso di armi da guerra, e altri reati legati alla criminalità organizzata.

Entrambi sono stati arrestati lo scorso 3 gennaio 2026 durante un'operazione statunitense in Venezuela e trasferiti a New York, dove rimangono in custodia.

Fin dalla loro prima comparsa, si sono dichiarati innocenti e hanno insistito sul fatto che il processo ha motivazioni politiche.

Il giudice federale Alvin Hellerstein dovrà pronunciarsi sulla mozione della difesa in un'udienza programmata per il prossimo 26 marzo.

In quella udienza, il tribunale valuterà gli argomenti di entrambe le parti e determinerà se procedere o meno con l'annullamento delle accuse, così come eventuali decisioni riguardo alla rappresentanza legale degli accusati, inclusa l'opzione di assegnare loro avvocati d'ufficio.

Nel frattempo, la Procura ha chiarito che non cederà nella sua posizione: il processo deve continuare e le accuse rimangono integre.

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