Una maestra del municipio di Morón, nella provincia di Ciego de Ávila, è al centro di una forte polemica sui social media dopo la diffusione di un video in cui rimprovera diversi studenti per le recenti proteste avvenute in quella città e afferma che Cuba “non è una dittatura”.
La registrazione, condivisa su Instagram dal profilo @un_martitodurako8_live_oficial, mostra l'insegnante che si rivolge a un gruppo di studenti mentre richiede attenzione e critica duramente le manifestazioni avvenute giorni prima nel comune.
“Guardate qui che sto parlando. Ricordate bene: questa non è una dittatura. Se fosse una dittatura, non saremmo tutti qui”, afferma l'insegnante in uno dei frammenti del video.
Durante la sua intervento, l'insegnante difende il sistema politico cubano e mette in discussione coloro che hanno partecipato alle proteste.
“Questo è un socialismo, con tutte le sue difficoltà e errori”, dice, mentre insiste sul fatto che i manifestanti hanno agito influenzati o finanziati dall'esterno.
La professoressa critica anche i danni segnalati durante la manifestazione contro una farmacia e afferma addirittura che "lì ci sono farmaci", quando la maggior parte è quasi vuota nel paese. Si chiede perché alcuni partecipanti abbiano attaccato strutture statali.
“Perché sono andati a lanciare pietre contro i negozi dello Stato o in altri luoghi? Perché non le hanno lanciate contro una mipyme?”, si domanda nel video, in cui avvisa inoltre che informerà i vari gruppi di studenti su quanto accaduto.
In un altro momento della registrazione, la professoressa lancia un avvertimento diretto: “Se c'è qualche studente coinvolto in questa situazione, vedremo cosa succede,” afferma.
Le immagini hanno iniziato a circolare poco dopo che decine di cubani sono usciti venerdì sera per le strade di Morón per protestare contro i prolungati black-out, la scarsità di alimenti e il deterioramento delle condizioni di vita.
Video diffusi sui social mostrano gruppi di abitanti che marciavano per diverse strade del comune mentre intonavano slogan di “Libertà!” e facevano cacerolazos.
In una delle trasmissioni in diretta, un partecipante incoraggiava altri cittadini a unirsi alla protesta. "Morón e Ciego de Ávila in strada a chiedere libertà", si sente dire.
La manifestazione ha avanzato attraverso diverse zone della città fino a raggiungere le vicinanze di un'unità di polizia. Durante i video si sentono anche lamentele riguardo alla situazione economica che sta vivendo la popolazione.
Il malessere sociale che riflettono questi video è legato alla repressione dello Stato e alla profonda crisi economica ed energetica che sta attraversando il paese. In diverse province i blackout superano le 20 ore giornaliere, mentre persistono la scarsità di cibo e una forte inflazione.
Le proteste registrate a Morón si aggiungono ad altre recenti manifestazioni di malcontento in diverse località del paese, dove i cittadini sono scesi in strada per chiedere la fine dei blackout e miglioramenti nelle loro condizioni di vita.
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