Crisis elettrica mantiene Cuba al bordo del collasso: Deficit di quasi 2 mila MW



Calle 23, Vedado, durante un blackout (Immagine di riferimento)Foto © Facebook / Lázaro Manuel Alonso

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La Unión Eléctrica (UNE) annuncia ulteriori interruzioni di corrente per il fine settimana, dopo il crollo quasi totale del Sistema Elettrico Nazionale (SEN) dello scorso mercoledì, che ha lasciato gran parte del paese senza servizio.

Il venerdì è stata una giornata critica, con un massimo impatto dovuto alla carenza di capacità di generazione che ha raggiunto i 2046 MW alle 19:10, una situazione che ha causato proteste in alcune zone dell'Avana e di Matanzas.

Secondo la parte della UNE, alle 6:00 di sabato mattina, la disponibilità del SEN si attesta a soli 1000 MW rispetto a una domanda di 2223 MW, lasciando un deficit di 1266 MW e influenzando direttamente milioni di utenti.

Per l'orario di punta, si stima un'impatto di 1250 MW, il che conferma che la crisi persiste anche al di fuori dei picchi di consumo.

Le principali problematiche che spiegano questo deficit si concentrano su guasti e manutenzioni delle unità generatrici.

Captura di Facebook / Unione Elettrica UNE

Attualmente, sei unità sono fuori servizio a causa di guasti nelle centrali CTE Mariel, Santa Cruz, Antonio Guiteras, Felton e Antonio Maceo. A queste si aggiungono tre blocchi in manutenzione nelle centrali Mariel, Nuevitas e Carlos Manuel de Céspedes.

Nel frattempo, limitazioni aggiuntive nella generazione termica rappresentano 322 MW fuori servizio.

Questa combinazione mantiene il SEN operante con una capacità estremamente limitata.

Per l'orario di punta si prevede un'entrata parziale di generazione: l'unità 3 di Santa Cruz contribuirà con 50 MW e sei motori a gasolio di Mariel aggiungeranno 106 MW. Questo porterà la disponibilità a 1156 MW rispetto a una domanda massima proiettata di 3050 MW, con un deficit di 1894 MW e un impatto stimato di 1924 MW.

La situazione evidenzia la vulnerabilità del sistema di fronte a qualsiasi incidente, come la recente disconnessione della centrale termoelettrica Antonio Guiteras, che ha scatenato un blackout a catena.

La crisi energetica si aggrava in mezzo all'incapacità del governo di garantire la continuità dell'approvvigionamento e prevenire guasti strutturali negli impianti.

Sebbene esistano 51 parchi solari fotovoltaici che hanno fornito 2732 MWh e 359 MW di potenza massima, il loro contributo rimane insufficiente per compensare la diminuzione della generazione termica.

Nel frattempo, la popolazione vive gli effetti diretti di un sistema collassato, con interruzioni che non hanno un orario previsto e che dipendono dalla disponibilità dell'infrastruttura nazionale.

Venerdì, l'Empresa Eléctrica de La Habana ha comunicato che il servizio è stato interrotto per 24 ore, con un massimo di 335 MW di affezione alle 18:00 e blocchi di emergenza che hanno totalizzato 105 MW aggiuntivi.

Al termine del rapporto, tre blocchi erano ancora senza servizio, con 122 MW colpiti e senza un chiaro pronostico di ripristino.

Captura di Facebook / Azienda Elettrica di L'Avana

La disconnessione dell'unità di Guiteras ha lasciato il sistema in uno stato fragile e dipendente da costanti aggiustamenti per evitare blackout più gravi.

Questa situazione mette in evidenza la fragilità del sistema elettrico cubano e la mancanza di politiche efficaci che permettano di mantenere l'infrastruttura energetica in condizioni ottimali.

Le proteste della popolazione riflettono un crescente malcontento di fronte all'impossibilità di vivere con normalità, mentre il governo mantiene un deficit di gestione che minaccia la stabilità del paese e il benessere di milioni di cittadini.

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