Apagón a Cuba costringe un giovane asmatico a cercare ossigeno in una stazione della PNR



Giovane con ossigeno nella PNRFoto © Assemblea Municipale del Potere Popolare Centro Habana su Facebook

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Un giovane cubano di 29 anni ha dovuto recarsi giovedì a una stazione della Polizia Nazionale Rivoluzionaria (PNR) a Centro Habana per poter utilizzare un apparecchio che funziona con elettricità e alleviare una crisi di asma, a causa della disconnessione del Sistema Elettrico Nazionale (SEN), secondo quanto riportato dall'Assemblea Municipale del Potere Popolare di quel municipio.

Il fatto è avvenuto nella mattina del 5 marzo e, secondo la pubblicazione ufficiale, il paziente è riuscito a riprendersi dopo circa 30 minuti grazie al funzionamento del gruppo elettrogeno dell'unità di polizia.

Le informazioni identificano il giovane come Marlon Cala Torres, di 29 anni, residente in Zanja numero 378 tra Gervasio e Cerrada del Paseo, nel Consejo Popular Los Sitios, a Centro Habana.

La pubblicazione segnala che si è presentato alla Stazione della PNR Centro Habana con una “notevole mancanza di respiro” causata da una “crisi d’asma”.

Secondo il testo diffuso dall'Assemblea Municipale del Potere Popolare di Centro Habana su Facebook, il problema centrale era che l'attrezzatura di cui il giovane aveva bisogno “funziona con energia elettrica”, in un contesto segnato dalla caduta del SEN.

La pubblicazione non specifica il tipo esatto di apparecchiatura, ma è chiaro che richiedeva corrente per supportarlo in mezzo alla difficoltà respiratoria.

L'ente ufficiale ha presentato quanto accaduto come un esempio di sostegno istituzionale con il titolo “Gesti che non dobbiamo trascurare”.

Nel suo racconto, attribuì l'assistenza al funzionamento del gruppo elettrogeno della stazione di polizia e affermò che, grazie a quel supporto, il giovane poté ricevere aiuto fino a riprendere “la sua respirazione abituale”.

Captura di Facebook

Il messaggio ufficiale aggiunge un connotato politico all'episodio. “Per il popolo, gli Eroi in blu a Cuba saranno sempre disponibili per aiutare e soccorrere i più bisognosi”, ha affermato la pubblicazione, facendo riferimento alla Polizia.

Tuttavia, accanto a quel racconto istituzionale sono emerse reazioni critiche da parte degli internauti, anch'esse raccolte nel materiale fornito.

Uno dei commenti più duri ha riassunto l'episodio con una frase di rimprovero al sistema: “La rivoluzione ti toglie una gamba, poi ti dà una stampella e devi ringraziarla”; ipocrisia nella sua massima espressione.

Altri commenti hanno messo in discussione il fatto che una stazione di polizia disponesse di elettricità tramite generatore mentre le abitazioni e altri servizi essenziali continuavano a essere colpiti dalla mancanza di corrente.

Una utente ha ironizzato dicendo che, se questo era il precedente, le madri con bambini malati o le famiglie senza elettricità dovrebbero recarsi anche loro alla stazione per portare ventilatori, caricare telefoni o addirittura conservare cibi.

Ci sono state anche critiche riguardo alla distribuzione delle risorse energetiche durante l'emergenza.

Un altro internauta ha sollevato la questione se fosse "più importante una stazione di polizia o una casa dove c'è bisogno di energia elettrica" e ha suggerito, con un tono interrogativo, che questa logica comporterebbe il trasferimento ad altre istituzioni di funzioni fondamentali che dovrebbero essere coperte da servizi pubblici essenziali.

Sulla stessa linea, un altro commento ha riassunto il malessere con un'osservazione diretta: “Ah già. Cioè, nella PNR c'è corrente ma nel posto medico no.”

Captura di Facebook

Nel ocidente di Cuba si è verificato giovedì un blackout generalizzato causato dall'improvvisa fuoriuscita della centrale termoelettrica Antonio Guiteras, a Matanzas, la più grande del paese.

L'incidente ha colpito il Sistema Elettroenergetico Nazionale e ha lasciato ampie zone di Cuba senza elettricità durante la notte di mercoledì.

L'Empresa Elettrica de La Habana ha comunicato che durante la notte è iniziato il ripristino graduale del servizio nella capitale.

Durante il processo di riconnessione sono stati prioritizzati i servizi essenziali, tra cui 37 ospedali e cinque sistemi di approvvigionamento idrico.

Da parte sua, il Ministero dell'Energia e delle Miniere ha informato che alle 5:01 del mattino il Sistema Elettroenergetico Nazionale è tornato a essere interconnesso da Guantánamo a Pinar del Río, sebbene abbia precisato che l'inserimento delle unità di generazione continua in modo graduale.

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