Il Presidente dell'Ecuador lancia una nuova battuta sulla misteriosa combustione di documenti nell'ambasciata di Cuba



Foto © Collage Captura di X/Daniel Noboa - Flickr/Presidenza dell'Ecuador

Il presidente dell'Ecuador, Daniel Noboa, è tornato a esprimersi questo giovedì riguardo alle immagini diffuse sui social media che mostrano una persona mentre brucia documenti sulla terrazza dell'ambasciata di Cuba a Quito, un episodio che si è verificato nel contesto della recente crisi diplomatica tra i due paesi.

Durante un'intervista con Radio Canela, il mandatario ha reagito con ironia a quanto accaduto nella sede diplomatica.

“Non sapevo che parte della dieta cubana fosse cucinare carta... sono andati in terrazza a bruciare un sacco di carta”, ha affermato commentando il video che è diventato virale questo mercoledì e che lo stesso presidente ha condiviso sul suo profilo X.

In mezzo alle risate dei presentatori del programma radiofonico, Noboa ha anche messo in discussione la possibile distruzione di documenti e ha dubitato della natura del materiale che stava venendo incenerito.

“Non penso che sia qualcosa di positivo se stavano bruciando tonnellate di carta lì sulla terrazza”, ha commentato.

A suo giudizio, se si trattasse di documenti diplomatici rilevanti, questi potrebbero essere stati sottratti dal paese attraverso le vie abituali.

“Qualsiasi documento diplomatico può essere inviato in valigia diplomatica e lo Stato non può toccarlo”, ha spiegato; e ha aggiunto: “Forse non erano documenti importanti, forse era qualcos'altro...”, ha detto aggiungendo mistero alla questione.

Il mandatario ha inoltre ribadito la sua sorpresa per la scena catturata in video: “Non credo che sia nulla di positivo se stavano bruciando centinaia di documenti, alla luce del giorno.”

Le immagini che hanno scatenato la polemica mostrano una persona mentre sistema documenti su una griglia o in un contenitore metallico sul tetto dell'edificio diplomatico per incenerirli, il che ha sollevato interrogativi sulla possibile distruzione di archivi prima della partenza del personale cubano dal paese.

El stesso Noboa lo ha condiviso su X insieme al messaggio ironico: "Parrillada di documenti".

L'episodio è avvenuto poco dopo che il governo ecuadoriano ha dichiarato persona non grata l'ambasciatore di Cuba a Quito, Basilio Gutiérrez, e tutto il personale diplomatico dell'isola, concedendo loro un termine di 48 ore per lasciare il territorio nazionale, in applicazione della Convenzione di Vienna sulle Relazioni Diplomatiche.

In parallelo, Noboa ha firmato un decreto esecutivo che ha messo fine alle funzioni dell'ambasciatore ecuadoriano a L'Avana, approfondendo così la rottura diplomatica tra i due paesi.

La decisione di Quito e i fatti avvenuti nell'ambasciata cubana si verificano in un contesto di crescente tensione bilaterale, che ha suscitato critiche da parte del governo dell'isola e ha riacceso il dibattito sull'entità della crisi diplomatica tra Ecuador e Cuba.

Díaz-Canel attacca l'Ecuador e lo accusa di sottostare a interessi imperiali

Il 5 marzo, Miguel Díaz-Canel ha reagito alla decisione dell'Ecuador di espellere tutto il personale diplomatico dell'isola, incluso l'ambasciatore, definendo la misura "ingiustificata, ostile e inamichevole".

In un messaggio pubblicato sui social media, Díaz-Canel ha affermato che la decisione del governo ecuadoriano “danneggia le storiche relazioni di amicizia e cooperazione tra i nostri popoli”.

Inoltre, ha accusato Quito di agire con “chiara sottomissione a interessi imperiali”, nel contesto di ciò che ha descritto come una situazione internazionale tumultuosa.

Ha anche assicurato che Cuba continuerà a difendere l'unità latinoamericana ed ha espresso il suo sostegno al "popolo di Alfaro e Guayasamín", in riferimento a figure storiche dell'Ecuador.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.