Mabelaine Romero, identificata come la fidanzata di Ledián Padrón Guevara, si è espressa pubblicamente per chiedere "giustizia" per la morte del giovane, di 25 anni, in seguito all'incidente legato a un'imbarcazione a Cuba.
Visibilmente colpita, in conversazione con il giornalista Javier Díaz di Univision 23, Romero ha assicurato che lui “non era un terrorista” e lo ha descritto come qualcuno “molto buono, molto nobile”, oltre che “patriota” e amante “della libertà di Cuba”.
Nel suo testimonianza, la giovane ha invitato il “popolo cubano” a unirsi per reclamare giustizia “per i caduti”, in un messaggio carico di dolore per la perdita.
Nel video, Romero esprime incredulità e angoscia per la morte di Padrón Guevara: “Non riesco ancora a crederci”, dice, sottolineando l'impatto della tragedia per l'età del defunto: “Venticinque anni aveva”.
Insiste anche sulla grandezza del dolore che le famiglie vivono quando perdono una persona cara "e ancor di più di questa magnitudine", secondo le sue parole.
Tra le lacrime, Romero ripete la sua richiesta: “Non può restare così! Dobbiamo fare giustizia!”, e chiede un sostegno collettivo: “Popolo cubano, uniamoci e facciamo giustizia per i caduti!”.
In quel frammento, la giovane menziona direttamente Ledián Padrón Guevara e rafforza la sua difesa del defunto: “Non era un terrorista”.
Ledián Padrón Guevara, di 25 anni, sarebbe morto il 25 febbraio durante lo scontro armato avvenuto di fronte alle coste settentrionali di Villa Clara tra un'imbarcazione proveniente dalla Florida e unità delle Tropas Guardafronteras.
La sua identità è stata rivelata da Miami dal giornalista Javier Díaz, che ha affermato di essere stato in contatto con la famiglia.
Sebbene il Ministero dell'Interno (MININT) abbia confermato la morte di quattro persone durante l'operazione, fino ad ora ha ufficialmente identificato solo una di esse.
Il nome di Padrón Guevara non figura nella nota ufficiale, ma, come spiegato da Díaz, i suoi familiari temono che possa essere tra i deceduti perché non appare nella lista dei sopravvissuti divulgata dalle autorità.
In un recente reportage, il giornalista ha mostrato immagini di Ledián insieme a Cristian Acosta che impugnano armi lunghe.
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