John Bolton mette in discussione l'apertura per vendere combustibile a Cuba: “Non c'è settore privato che compri petrolio senza il governo”



Nave cargoFoto © CiberCuba / ChatGPT

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L'ex consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, ha duramente criticato qualsiasi allentamento che permetta vendite di carburante verso Cuba con la premessa di beneficiare il settore privato.

Bolton ha assicurato che sull'isola "non c'è un settore privato" che possa operare in modo indipendente dal regime.

In un' intervista con NewsNation, Bolton ha affermato che sarebbe “assolutamente sorprendente” se il Dipartimento del Tesoro autorizzasse vendite di petrolio a presunte imprese private cubane.

“Vogliamo essere chiari, non c'è settore privato a Cuba che acquisti petrolio a meno che non lo faccia tramite il governo cubano”, ha sostenuto. Secondo lui, consentire questo tipo di operazioni potrebbe trasformarsi in “una linea di vita” per il regime.

Bolton ha avvertito che quella politica “solleva domande su se stiamo dando o meno una linea di vita” al governo di La Habana, in mezzo alla grave crisi energetica che attraversa il paese.

Bolton: dubbi sull'effettivo impatto della misura

L'analista politico statunitense ha sottolineato che manca ancora informazioni concrete sull'annuncio, ma ha insistito sul fatto che qualsiasi schema che coinvolga transazioni energetiche a Cuba termina inevitabilmente sotto il controllo statale.

“C'è molto che sta succedendo qui che è molto incerto”, ha detto, mettendo in discussione la possibilità di distinguere tra il settore privato e le strutture controllate dal potere politico e militare.

Le sue dichiarazioni arrivano in un contesto di grave scarsità di carburante a Cuba, a seguito della riduzione delle forniture da Venezuela e Messico, il che ha provocato black out prolungati e un parziale fermo dei trasporti e della produzione.

La strategia di Trump e la posizione di Rubio

L'amministrazione del presidente Donald Trump ha sostenuto che permettere esportazioni limitate di carburante verso attori privati cubani fa parte di una strategia per aumentare l'influenza degli Stati Uniti nell'isola e promuovere trasformazioni graduali.

Il segretario di Stato, Marco Rubio, ha recentemente assicurato che “è sempre stato legale vendere al settore privato a Cuba”, e che non si tratta di forniture per il governo né per GAESA, il conglomerato militare.

Rubio ha affermato che si tratterebbe di vendite a “un settore privato molto piccolo” e ha avvertito che le licenze verrebbero revocate se si rilevasse un devio verso il regime.

Ha anche responsabilizzato le autorità cubane per l'attuale crisi economica ed energetica, sottolineando che la sofferenza del popolo non è dovuta a una mancanza di disponibilità di aiuto da parte di Washington, ma alle decisioni del stesso sistema comunista.

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