
Video correlati:
Tras diverse ore di silenzio nella cupola del potere cubano, il governante Miguel Díaz-Canel ha reagito pubblicamente allo scontro armato avvenuto la mattina del 25 febbraio nelle acque territoriali dell'isola, che ha causato quattro morti e diversi feriti.
In un messaggio pubblicato sui suoi social, Díaz-Canel ha avvertito che Cuba si "difenderà sempre con determinazione e fermezza".
“#Cuba non aggredisce né minaccia. Lo abbiamo affermato in numerose occasioni e lo ribadiamo oggi: Cuba si difenderà con determinazione e fermezza di fronte a qualsiasi aggressione terroristica e mercenaria che intendesse compromettere la sua sovranità e stabilità nazionale”, ha scritto il governante sui suoi social media.
La dichiarazione arriva dopo che, per ore, né lui, né il primo ministro Manuel Marrero Cruz, né il cancelliere Bruno Rodríguez Parrilla si sono espressi su un fatto che non solo ha lasciato un bilancio mortale, ma che coinvolge anche cittadini cubani residenti negli Stati Uniti e un'imbarcazione registrata in Florida.
Bruno Rodríguez parla di “ricerca rigorosa”
Poco prima del messaggio di Díaz-Canel, il cancelliere Bruno Rodríguez Parrilla ha pubblicato nella mattinata di giovedì sul suo profilo X che si sta conducendo un'“indagine rigorosa” per chiarire quanto accaduto.
“Cuba ha dovuto affrontare numerose infiltrazioni terroristiche e aggressive provenienti dagli Stati Uniti dal 1959, con un alto costo in vite, feriti e danni materiali”, ha dichiarato il ministro degli Affari Esteri.
Nel medesimo messaggio ha aggiunto: “Si sta svolgendo un'indagine rigorosa per chiarire i fatti” e ha sottolineato che “la difesa delle coste cubane, del territorio nazionale e della sicurezza nazionale è un dovere ineludibile”.
Il confronto nelle acque di Villa Clara
Secondo una nota informativa del Ministero dell'Interno (MININT), una presunta "lancia veloce" con targa dello stato della Florida (FL7726SH) è stata rilevata mentre navigava nelle acque cubane, circa a un miglio nautico a nord-est del canale El Pino, a Cayo Falcones, comune di Corralillo, provincia di Villa Clara.
Secondo la versione ufficiale, un'unità di superficie delle Troppe Guardafronteras - composta da cinque effettivi - si è avvicinata all'imbarcazione per identificarla.
In quel momento, sempre secondo il comunicato, dalla motonave "infrangente" si aprì il fuoco contro i militari cubani.
Durante lo scambi di colpi, è rimasto ferito il comandante dell'imbarcazione cubana. Il rapporto ufficiale ha segnalato quattro persone abbattute a bordo dell'imbarcazione e sei feriti, che sono stati evacuati e hanno ricevuto assistenza medica.
Il MININT ha assicurato che l'imbarcazione trasportava dieci persone armate che intendevano entrare nel territorio nazionale con "fini terroristici", secondo le dichiarazioni preliminari degli arrestati.
Tra gli arrestati figurano Amijail Sánchez González, Leordan Enrique Cruz Gómez, Conrado Galindo Sariol, José Manuel Rodríguez Castelló, Cristian Ernesto Acosta Guevara e Roberto Azcorra Consuegra.
Además, è stato arrestato nel territorio cubano Duniel Hernández Santos, presumibilmente legato alla ricezione del gruppo.
Le autorità hanno comunicato il sequestro di fucili d'assalto, armi corte, ordigni incendiari di fabbricazione artigianale, giubbotti antiproiettile, mirini telescopici e uniformi mimetiche. Hanno inoltre sottolineato che alcuni degli implicati hanno precedenti penali e che due di essi figurano in elenchi nazionali correlati a indagini precedenti.
I nomi di Amijail Sánchez González e Leordan Enrique Cruz Gómez compaiono, inoltre, nella lista che il regime ha aggiornato lo scorso luglio e presentato all'ONU come parte della sua relazione nazionale di persone considerate terroriste.
Dal silenzio iniziale alla reazione politica
La reazione pubblica di Díaz-Canel e Rodríguez Parrilla avviene dopo un periodo iniziale in cui il racconto è rimasto circoscritto ai comunicati del MININT.
Come ha analizzato CiberCuba in un precedente lavoro, l'assenza di dichiarazioni da parte della massima dirigenza si inserisce in un modello ricorrente: in presenza di episodi delicati -proteste sociali, crisi migratorie o eventi violenti di grande impatto- la reazione iniziale del potere politico tende a essere il silenzio, mentre gli organi di sicurezza stabiliscono la versione ufficiale dei fatti.
Solo dopo arrivano le dichiarazioni politiche che inquadrano l'evento all'interno della narrazione storica del regime.
In questo caso, il discorso ufficiale colloca il conflitto nel contesto delle “aggressioni” e delle “azioni terroristiche” provenienti dagli Stati Uniti, rafforzando una retorica di difesa della sovranità nazionale.
Reazioni negli Stati Uniti
L'incidente ha provocato una reazione immediata a Washington e nel sud della Florida.
Il Segretario di Stato, Marco Rubio, ha dichiarato che il governo statunitense verificherà “in modo indipendente” quanto accaduto e utilizzerà i canali ufficiali - inclusa l'ambasciata a L'Avana - per determinare con precisione ciò che è successo.
Altre figure come il rencaudador delle tasse della contea di Miami-Dade, Dariel Fernández; la sindaca Daniella Levine Cava o la congressista María Elvira Salazar hanno esortato le autorità statunitensi a chiarire con urgenza quanto accaduto.
Mentre Washington annuncia verifiche indipendenti e i politici del sud della Florida chiedono trasparenza, L'Avana inquadra il fatto come un tentativo di aggressione “terrorista e mercenaria” e rivendica il suo diritto alla difesa armata delle sue coste.
Il messaggio di Díaz-Canel - “Cuba si difenderà con determinazione e fermezza di fronte a qualsiasi aggressione terroristica e mercenaria” - eleva il tono politico dell'incidente e lo inserisce nella narrativa storica di confronto con gli Stati Uniti.
Archiviato in: