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La Giunta dei Commissari della Contea di Miami-Dade ha approvato oggi una risoluzione patrocinata dalla commissaria Natalie Milian Orbis per esprimere il proprio sostegno al diplomatico statunitense Michael A. “Mike” Hammer per il suo lavoro a Cuba “per mettere in evidenza la difficile situazione del popolo cubano”, nonostante quello che il testo descrive come molestie e intimidazioni da parte del regime.
La risoluzione, secondo la nota inviata dal Consiglio alla nostra redazione, riafferma la solidarietà di Miami-Dade con il popolo cubano e l'impegno della contea per la libertà e i diritti umani.
Secondo il comunicato, Milian Orbis ha affermato che la contea “non rimarrà in silenzio” di fronte a quello che ha definito un tentativo della “dittatura cubana” di intimidire un diplomatico statunitense per “aver parlato con il proprio popolo”.
Nella sua dichiarazione, la commissaria ha affermato che Hammer sta lavorando per “portare alla luce la verità” riguardo alle condizioni sull'isola e ha detto che per questo “merita la nostra ammirazione e rispetto”.
Il posizionamento approvato si inserisce in un messaggio politico più ampio: “La nostra comunità è fiera di stare con il popolo cubano e con la causa della libertà”, ha dichiarato Milian Orbis nel comunicato stampa.
Il comunicato colloca l'approvazione all'interno della Commissione della Contea e specifica che la risoluzione è stata promossa dal Distretto 6 di Miami-Dade.
Il lavoro di Mike Hammer che crea disagio
All'inizio di quest'anno, si sono registrati diversi atti di ripudio organizzati dal regime cubano contro il diplomatico statunitense Mike Hammer.
Il primo di essi si è svolto nella città di Trinidad, dove un gruppo di persone ha contestato l'ambasciatore all'uscita della Chiesa di San Francesco di Paola, dopo aver incontrato il sacerdote José Conrado Rodríguez.
Testimoni e accademici locali hanno diffuso sui social media un video dell'incidente, nel quale si sentono urla e insulti rivolti al diplomatico.
Horas dopo, durante la notte del 1 febbraio, si è verificato un secondo atto di ripudio presso l'Hotel Santa María, nella Plaza del Gallo di Camagüey.
Una folla mobilitata dalle autorità locali ha atteso il diplomatico in mezzo a un blackout generale, lanciando slogan e offese. Le immagini diffuse da giornalisti e attivisti hanno mostrato la partecipazione di giovani convocati dal Partito Comunista, in un ambiente di tensione e sorveglianza.
Ese stesso giorno, il governo degli Stati Uniti si è espresso attraverso l'Ufficio per gli Affari dell'Emisfero Occidentale, che ha chiesto al regime cubano di fermare le aggressioni e l'interferenza nell'attività diplomatica.
La congresista María Elvira Salazar ha anche condannato i fatti, classificando gli atti di ripudio come attacchi diretti dallo Stato cubano, avvertendo che Washington non tollererà atti di persecuzione contro i rappresentanti statunitensi.
Successivamente, Mike Hammer ha proseguito con la sua agenda pubblica e ha visitato Ciego de Ávila, dove ha incontrato famiglie locali nonostante le provocazioni.
Sui social media, l'Ambasciata degli Stati Uniti ha sottolineato il carattere pacifico della sua attività diplomatica e ha ribadito che gli insulti non rappresentano il popolo cubano.
I fatti hanno segnato un aumento della tensione tra Washington e La Habana, in un contesto di crescente pressione internazionale sul governo cubano per le sue politiche di repressione e violazioni dei diritti umani.
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