Un audio attribuito a Kenny Ortigas, direttore provinciale della Cultura a Camagüey, circola sui social media con un orientamento per i dirigenti del settore a migrare la comunicazione interna all'applicazione cubana ToDus.
Secondo una pubblicazione del giornalista José Luis Tan Estrada su Facebook, che ha dichiarato di aver ricevuto il materiale, l'audio invita anche a chiudere il gruppo di WhatsApp che utilizzavano fino ad ora.
Nel messaggio vocale, Ortigas si rivolge ai “direttori delle istituzioni provinciali” e ai “direttori municipali” e assicura che è “importante che tutti scarichino l'applicazione ToDus” perché “nei prossimi giorni migreremo a quell'applicazione”, aggiungendo che il gruppo attuale “lo chiuderemo” e che il lavoro continuerà su ToDus.
L'audio include anche istruzioni su come installarla.
Secondo quanto si sente nella trascrizione diffusa, il funzionario indica di accedere tramite il browser a Apklis (menzionato come “Apecalis” nell'audio), trovare ToDus —“un simbolino rosso”—, scaricarla e installarla, descrivendola come “un'applicazione di messaggistica… simile a WhatsApp”.
Ortigas propone un calendario breve per il cambiamento: “Daremo quello che resta della settimana, forse lunedì, e martedì… saremmo in grado di iniziare ad aggiungere persone” a un nuovo gruppo che, afferma, gestirebbe lui stesso “per questioni di lavoro”.
Decine di reazioni da parte degli utenti hanno accompagnato la pubblicazione di Tan su Facebook.
Tra i commenti, alcuni sostengono che indicazioni simili siano state fornite in “altri organismi” e che in alcuni luoghi sia stato vietato utilizzare WhatsApp per inviare informazioni.
Altri internauti hanno espresso sfiducia nei confronti dell'applicazione, interpretandola come un tentativo di maggiore controllo sulle comunicazioni.
La decisione di trasferire la comunicazione istituzionale verso l'applicazione cubana ToDus non avviene in un vuoto, ma in mezzo a una crescente controversia sull'uso di piattaforme digitali controllate dallo Stato.
Negli ultimi mesi, l'applicazione cubana ToDus è stata oggetto di critiche da parte di numerosi utenti sui social media, che mettono in discussione la sua funzionalità e, soprattutto, la mancanza di privacy.
Negli ultimi giorni, una campagna ufficiale su Facebook per promuovere i presunti vantaggi del servizio ha generato un'ondata di commenti scettici.
Molti cubani hanno affermato che “nessuno usa quello” e hanno avvertito che la piattaforma potrebbe essere collegata con gli organi della Sicurezza dello Stato.
Altri hanno sottolineato che l'app non gode più di popolarità e che rimane attiva solo grazie all'impulso governativo, nonostante le sue limitazioni tecniche.
mesi prima, a giugno del 2025, è scoppiata la polemica quando gli stessi amministratori di ToDus hanno riconosciuto pubblicamente che avrebbero consegnato dati privati degli utenti se richiesti dallo Stato cubano.
L'ammissione, fatta dal profilo ufficiale del servizio sul social network X, ha generato indignazione tra attivisti e utenti, che hanno interpretato la dichiarazione come una conferma che la cosiddetta “sovranità tecnologica” è, in realtà, un'estensione dell'apparato di sorveglianza statale.
Da allora, diverse voci hanno messo in guardia sui rischi di installare applicazioni promosse dal governo, in un contesto in cui la fiducia digitale si erode sempre di più all'interno dell'isola.
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