
Video correlati:
La Russia ha delineato possibili aree di cooperazione economica con l'amministrazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, tra cui un eventuale ritorno all'uso del dollaro statunitense nelle transazioni bilaterali, secondo quanto riportato da Bloomberg News citando un memorandum interno del Cremlino.
Il documento, datato quest'anno e considerato di alto livello, identifica sette aree in cui gli obiettivi economici di Mosca e Washington potrebbero coincidere una volta raggiunto un accordo sulla guerra in Ucraina.
Tra i punti evidenziati figurano la cooperazione per promuovere i combustibili fossili rispetto alle energie rinnovabili, così come possibili progetti congiunti nel settore del gas naturale, del trasporto marittimo di petrolio e dello sfruttamento di minerali strategici, che potrebbero avvantaggiare le aziende statunitensi.
L'informazione emerge in un contesto in cui gli Stati Uniti stanno elaborando piani per un eventuale alleviamento delle sanzioni verso la Russia, mentre il presidente Trump cerca di ripristinare le relazioni con Mosca e di avviare un processo verso la fine del conflitto in Ucraina.
Tuttavia, a gennaio un funzionario statunitense ha indicato che Trump avrebbe permesso che un progetto di legge bipartisan sulle sanzioni, destinato ai paesi che intrattengono relazioni commerciali con la Russia, venisse discusso al Congresso, il che dimostra che il dibattito sulle restrizioni rimane aperto a Washington.
D'altra parte, questo giovedì il Cremlino ha assicurato che “non desidererebbe alcuna escalation” con gli Stati Uniti dopo la minaccia di Washington di imporre dazi ai paesi che inviano petrolio a Cuba.
Tuttavia, le dichiarazioni del portavoce presidenziale russo, Dmitri Peskov, hanno suggerito una posizione più complessa: Mosca non cerca uno scontro diretto, ma non si allontana neanche dal suo sostegno energetico a L'Avana in mezzo alla crescente pressione statunitense.
Peskov ha reagito all'avvertimento derivato dall'ordine esecutivo firmato il 29 gennaio dal presidente Donald Trump, che dichiara un'“emergenza nazionale” riguardo a Cuba e permette sanzioni e dazi contro i paesi terzi che forniscono petrolio all'isola.
Archiviato in: