La satira ha riacceso le reti cubane questa settimana, dopo che l'attore e umorista Andy Vázquez, noto per il suo personaggio di Facundo Correcto nel programma televisivo 'Vivir del Cuento', ha pubblicato sulla sua pagina di Facebook un'immagine umoristica intitolata “Nuova moneta nazionale cubana”.
La pubblicazione ha mostrato una banconota da 50 pesos con il volto di Donald Trump e una moneta da 5 pesos contrassegnata con la scritta "Patria y Vida – 2026", e nuovamente il volto del magnate repubblicano su uno dei lati. L'immagine è stata accompagnata da un commento breve ma ironico: "Guarda un po'".
Pero la battuta di Vázquez —una miscela di umorismo, attualità e critica sottile— ha scatenato la furia di Gerardo Hernández Nordelo, coordinatore nazionale dei Comitati di Difesa della Rivoluzione (CDR) e uno degli spioni della fallita Rete Avispa.
Desde il suo account ufficiale, Hernández Nordelo si è espresso in un testo in cui ha accusato Vázquez e altri artisti in esilio di essere “guatacas, opportunisti e trascinati”. Sebbene non menzionasse direttamente Andy, il messaggio era chiaramente rivolto a lui:
“Ci sono artisti cubani che decidono di 'attraversare l'oceano' —per qualsiasi motivo— e, una volta arrivati a Miami, cercano di vivere tranquillamente della loro arte, senza permettere che i 'talebani' feriscano troppo la loro dignità. Alcuni ci riescono. Ma —purtroppo— questo non cambia: più sono stati opportunisti e scaltri in Cuba, più si trascineranno per il resto della loro vita, cercando di rinnovare, giorno dopo giorno, il perdono dei loro inquisitori, per poter vivere di racconti.”
Il messaggio ha generato un'ondata di reazioni. Molti utenti hanno risposto difendendo Andy, ricordando che la sua uscita da Cuba nel 2019 è stata una conseguenza diretta della censura statale, dopo essere stato sospeso dalla televisione per un video satirico sull'apertura del mercato di Cuatro Caminos.
Altri hanno sottolineato la doppia morale di Hernández Nordelo, che da una carica ufficiale utilizza i social media per attaccare pubblicamente artisti indipendenti ed esiliati.
“Taci, signore, questo tipo è un meme ambulante!”; “Stai guadagnando più qui su Facebook di quanto ti paghi il tuo governo”; “Con la dignità non si mangia, tarrú!”, sono state alcune delle quasi 500 risposte ricevute da Hernández Nordelo.
Nel frattempo, Vázquez non ha risposto direttamente all'attacco. Il suo post originale —che già accumulava migliaia di interazioni— è rimasto senza ulteriori commenti, in quello che molti hanno interpretato come una dimostrazione che il comico preferisca lasciare che l'ironia parli da sola.
L'episodio ha nuovamente messo in evidenza il prezzo che molti artisti cubani hanno pagato per esercitare la loro libertà creativa. Andy Vázquez è stato espulso dalla televisione nazionale nel 2019 dopo aver fatto umorismo su un tema quotidiano che il potere ha ritenuto "politicamente sensibile".
La censura non solo le ha portato via il suo spazio professionale, ma ha segnato l'inizio di un esilio forzato. Vázquez è partito per gli Stati Uniti con la paura di essere "regolato" —impedito a rientrare a Cuba—, lasciando dietro di sé una carriera consolidata, la sua famiglia e il paese in cui aveva costruito il suo personaggio popolare.
La sua traversata è stata quella di migliaia di cubani che attraversano frontiere in cerca di qualcosa di così fondamentale come il diritto di parlare senza paura.
Per questo, la derisione di Hernández Nordelo —che dalla sicurezza del suo incarico e dal comfort del suo potere e dei suoi privilegi chiama “straccione” un uomo che ha perso tutto per avere un pensiero diverso— risulta maligna e crudele.
La paradosso è che, mentre Andy Vázquez ha dovuto ricostruirsi in esilio con lavoro, talento e umorismo, il maresciallo della “chivatería di quartiere” si aggrappa a una narrativa logora in cui non credono nemmeno i quattro gatti che lo applaudono.
L'ex spia, riconvertita in mediocre repressore del castrismo cedista, si burla di coloro che “vivono del racconto”, senza rendersi conto che il vero racconto è il suo: quello di una cosiddetta “rivoluzione” che da decenni ha smesso di essere credibile e che si sostiene solo grazie a insulti, slogan e paura.
L'umorismo, al contrario, continua a essere lo strumento più potente per sfidare il racconto decadente del regime. Andy lo sa. È per questo che la sua "moneta immaginaria" è finita per valere più della bile di Gerardo il Amargato: perché il sarcasmo, quando nasce dalla verità, ha sempre un corso migliore rispetto alla propaganda.
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