Arleen Rodríguez fa una forte difesa del discorso di Díaz-Canel: Questi sono i suoi argomenti



Miguel Díaz-Canel e Arleen Rodríguez Derivet (Immagine di riferimento)Foto © Prensa Latina

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La giornalista ufficialista Arleen Rodríguez Derivet, conosciuta per la sua fedeltà al regime cubano e la sua vicinanza a Miguel Díaz-Canel, ha risposto alle critiche sollevate dopo l'intervento del governante pronunciato questo giovedì.

Desde l'account su Facebook del suo podcast Chapeando, Rodríguez non solo ha difeso la natura del messaggio di Díaz-Canel -che ha definito "statista che non maschera le difficoltà"- ma ha anche attaccato duramente i media indipendenti e critici nei confronti del regime.

“Non è mai stato detto che la Conferenza del presidente cubano fosse in diretta”, ha chiarito la giornalista facendo riferimento ai dubbi sollevati dopo che numerosi utenti hanno notato sull'orologio da polso di Arleen - che ha svolto il ruolo di moderatrice dell'evento - un orario che non coincideva con l'orario in cui è stato trasmesso il discorso sulla Televisione Cubana.

“L'annuncio ufficiale proveniente dal sito della Presidenza, fonte primaria, ufficiale e diretta dell'informazione, ha chiarito sin da subito che si sarebbe trattato di una 'trasmissione', non si è mai parlato di una diretta”, ha concluso la comunicatrice ufficialista, che ha allegato uno screenshot delle informazioni iniziali diffuse dalla Presidenza di Cuba.

“I mezzi pagati e orientati dagli Stati Uniti nella guerra psicologica in corso contro Cuba, e i loro arlecchini, hanno scatenato un uragano di pubblicazioni che denunciano un presunto inganno,” ha dichiarato.

Per la giornalista, si tratta di una manovra in più all'interno di quella che considera una campagna sistematica di disinformazione: “La strategia è chiara: deviare l'attenzione dalle dichiarazioni del presidente cubano”.

"Un statista che non nasconde le difficoltà"

Além di difendere il modo in cui è stato trasmesso il discorso, Arleen Rodríguez ha costruito un'interpretazione quasi idilliaca del contenuto, presentando Díaz-Canel come un “statista” fermo, chiaro e coraggioso di fronte alle avversità.

Secondo la sua lettura, il mandatario ha offerto un messaggio di speranza e strategico, lontano dal sconfismo o dall'improvvisazione.

Tuttavia, questa visione contrasta con la percezione diffusa tra i cittadini e gli analisti indipendenti, secondo i quali il discorso è risultato penoso, privo di soluzioni reali e caratterizzato da un tono rigido, difensivo e preparato a memoria.

In difesa di Díaz-Canel, la giornalista ha anche attaccato coloro che si aspettavano di vedere il mandatario in una posizione vulnerabile.

“Aspiravano a vedere un mandatario messo alle strette, senza strategia da offrire, pessimista, scoraggiato, titubante o a mendicare davanti all'impero. Un colpo duro che si sono dati”, disse.

Al contrario, ha sostenuto che il discorso ha mostrato un leader fermo e consapevole delle sfide del paese.

“È stato trovato un statista che riconosce con crudezza la complessità della situazione a cui forze esterne sottopongono il suo popolo”, ha osservato.

E ha aggiunto che il mandatario “non maschera, né minimizza le difficoltà, né si lascia intimidire o mostra di essere sconfitto di fronte a esse”.

Más aún, Rodríguez ha lodato il tono diretto di Díaz-Canel nel rivolgersi alla nazione: “Presenta i percorsi per affrontarla e lo dice chiaro al popolo: non sarà facile, né immediato, ma abbiamo una via d'uscita, la resa non sarà mai un'opzione.”

Mentre Rodríguez esaltava un leadership che “non si intimorisce” e “propone strade”, molti hanno visto un presidente scollegato dalla realtà del paese, avvolto in luoghi comuni e frasi vuote che non riescono né ad alleviare né a spiegare la profonda crisi che attraversa Cuba.

In chiusura, la comunicatrice ha intensificato il tono conflittuale: “L'impotenza li corrode e di fronte ad essa possono solo rispondere come sanno fare: con la menzogna e la manipolazione come velo del più tossico e pestilente dei fumi”.

Fonte: Screenshot di Facebook/Chapeando

Le parole di Arleen Rodríguez non sorprendono.

La sua fedeltà pubblica alla figura di Díaz-Canel è nota, e il suo spazio in Chapeando è stata per anni una piattaforma di difesa chiusa del discorso governativo.

Tuttavia, in questa occasione la sua intervento non è stato solo un atto di sostegno, ma anche una dimostrazione del nervosismo nell'apparato propagandistico del regime di fronte al crescente malcontento dei cittadini e alla mancanza di credibilità che generano i suoi messaggi ufficiali.

La polemica intorno alla conferenza di Díaz-Canel non è stata contrassegnata solo dal suo carattere preregistrato, ma anche dalla mancanza di risposte concrete ai problemi urgenti che affronta la cittadinanza.

In questo contesto, l'intervento di Rodríguez Derivet mira a riaffermare l'immagine del mandatario come un leader solido, anche se la percezione pubblica tende in direzione completamente opposta.

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