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In un chiaro segnale di sostegno ai propri alleati in America Latina, i presidenti di Russia e Cina, Vladímir Putin e Xi Jinping, hanno affermato nelle ultime ore che manterranno la cooperazione con Cuba e Venezuela, nonostante le crescenti pressioni del governo degli Stati Uniti.
Così è stato dichiarato durante una videoconferenza di alto livello tenutasi mercoledì, nella quale è stata anche discussa la situazione internazionale, con particolare attenzione all'Iran, e il ruolo strategico della loro alleanza nel mondo attuale.
Rifiuto delle pressioni degli Stati Uniti e sostegno esplicito a Caracas e L'Avana
Durante l'incontro, entrambi i leader hanno discusso la situazione relativa a Venezuela e Cuba, concordando sulla necessità di mantenere il livello di cooperazione raggiunto con entrambe le nazioni, nonostante le sanzioni e le minacce provenienti da Washington.
Secondo quanto riferito dal consigliere presidenziale russo, Yuri Ushakov, in dichiarazioni raccolte da EFE, i leader hanno condiviso i loro approcci sulla situazione in Venezuela e a Cuba. Hanno espresso la loro intenzione di mantenere il livello di cooperazione con Caracas e L'Avana raggiunto da entrambi i paesi.
Da decenni, Cuba e Venezuela sono state oggetto di sanzioni economiche, pressioni diplomatiche e persino minacce militari da parte degli Stati Uniti.
Il presidente russo è stato categorico nel sottolineare che "l'alleanza in materia di politica estera tra Mosca e Pechino continua a essere un importante fattore stabilizzante in un contesto di crescente turbolenza nel mondo".
Da parte sua, Xi Jinping ha affermato che “la situazione internazionale è diventata sempre più turbolenta" e che "la Cina e la Russia devono collaborare per mantenere la stabilità strategica globale”.
Le tensioni si sono intensificate recentemente sotto l'amministrazione di Donald Trump, in particolare dopo l'incursione militare a Caracas avvenuta il 3 gennaio scorso che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores.
Condanna delle azioni unilaterali di Washington
Putin e Xi non solo hanno confermato il loro impegno per Cuba e Caracas, ma hanno anche denunciato le azioni unilaterali degli Stati Uniti.
Durante il dialogo, Putin ha sottolineato che “la cooperazione strategica tra Russia e Cina risponde agli interessi fondamentali dei nostri popoli e contribuisce alla stabilità internazionale”, come rivelato dalla rete Telesur.
Nel caso di Cuba, i leader hanno condannato le nuove misure di Trump, tra cui l'ordine esecutivo del 29 gennaio che vieta la vendita o la fornitura di petrolio all'isola, una misura definita come un atto ostile dal governo cubano.
Un asse geopolitico in espansione
Con la situazione in America Latina come sfondo, il messaggio di Xi e Putin è stato chiaro: né il Venezuela né Cuba resteranno isolate finché Mosca e Pechino continueranno a offrire il loro sostegno.
In parole del consulente Ushakov, entrambi i leader hanno ribadito "la loro volontà di continuare a lavorare come grandi potenze per un ordine internazionale più equilibrato".
In un mondo segnato dalla confrontazione tra blocchi, l'asse Russia-Cina consolida la sua influenza con un messaggio di sovranità, multilaterismo e cooperazione strategica.
Per Cuba e Venezuela, questo sostegno si traduce oggi in una rete di supporto di fronte alle pressioni di Washington e in un tentativo di fermare l'isolamento economico e diplomatico imposto dalla Casa Bianca.
Alleanza strategica e multipolarità
Durante la videoconferenza, Putin e Xi hanno sottolineato che quest'anno ricorrono 25 anni dal Trattato di Buona Vicinanza, Amicizia e Cooperazione, pilastro giuridico della loro relazione bilaterale.
Entrambi hanno riaffermato che la loro associazione è “strategica, stabile e strutturale”, e hanno annunciato l'elaborazione di un nuovo piano di cooperazione integrale.
“È il momento di rafforzare la cooperazione strategica e avanzare insieme nella giusta direzione dello sviluppo bilaterale”, ha sottolineato Xi Jinping, secondo quanto riporta Telesur.
Il leader cinese ha anche esortato a “assumere responsabilità congiunte come grandi potenze nella costruzione di un ordine internazionale più equilibrato”.
Putin, da parte sua, ha descritto l'alleanza con la Cina come un “modello esemplare di cooperazione tra grandi potenze” e ha sottolineato l'importanza del coordinamento in forum multilaterali come le Nazioni Unite, i BRICS e l'Organizzazione di Cooperazione di Shanghai.
Dimensione economica, educativa e culturale del legame russo-cinese
Oltre al componente politico, Putin ha sottolineato che il commercio bilaterale ha superato i 200.000 milioni di dollari per il terzo anno consecutivo, con progetti congiunti in aree chiave come l'energia nucleare pacifica, l'industria aerospaziale, l'intelligenza artificiale, l'alta tecnologia e la ricerca scientifica.
La Russia continua a essere il principale fornitore energetico della Cina, grazie al gasdotto Forza di Siberia, e sono stati firmati accordi per aumentare l'approvvigionamento annuale di gas naturale a 44.000 milioni di metri cubi.
È stato segnalato un aumento del commercio agricolo superiore al 20% nell'ultimo anno.
Putin ha dettagliato che nel 2025 si sono svolte oltre 400 attività culturali binazionali e che attualmente oltre 56.000 studenti cinesi stanno studiando in Russia, mentre più di 21.000 giovani russi studiano nelle università cinesi.
Il mandatario ha ringraziato per l'implementazione del regime di esenzione dai visti reciproci, che consente soggiorni di fino a 30 giorni per turismo, affari e attività accademiche.
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