“Nemici simulati e sbarchi elicotteristici”: L'epica militare del regime scontra con le proprie immagini



Esercizio Militare nella Gran Unità di Carri Armati “Gloria Combativa Rescate de Sanguily”.Foto © Captura de Video/Youtube/Canal Caribe

Mientras la televisione statale parlava di "risposta contundente", "ingranaggio perfetto" e "difesa garantita", le immagini trasmesse dal Canal Caribe raccontavano un'altra storia durante le esercitazioni militari per il Giorno Nazionale della Difesa a Cuba.

Il notiziario ha descritto l'operazione come un “combattimento reale” contro un nemico simulato che cercava di penetrare il territorio nazionale tramite un presunto sbarco elicotterato.

Secondo la versione ufficiale, la difesa aerea ha reagito rapidamente, l'artiglieria ha aperto il fuoco e le truppe sono riuscite a "abbattere" l'invasore, assicurando il terreno senza lacune.

Elicotteri antiquati e manovre limitate hanno fatto parte del presunto "sbarcho elicotteristico"
mostrato dalla TV statale. Cattura video/Canal Caribe.

Tuttavia, le scene diffuse distano molto dal racconto epico. Elicotteri visibilmente datati sorvolano l'area a bassa quota, con manovre limitate e senza dispiegamenti visibili che suggeriscano un'operazione complessa.

In terra, mezzi blindati arrugginiti avanzano lentamente su terreni secchi e trascurati, più vicini a una dimostrazione simbolica che a un esercizio di combattimento moderno.

In diverse riprese si osservano soldati muoversi su motociclette comuni, senza protezione visibile al di là di caschi di base, armati di fucili mentre attraversano campi aperti.

Soldati si spostano su motociclette comuni come parte dell'operazione presentata come “combattimento reale”. 
Cattura di Video/Canal Caribe.

In altre immagini, i miliziani strisciano tra l'erba secca, con un equipaggiamento minimo, mentre sullo sfondo compaiono strutture improvvisate che simulano obiettivi militari.

Uno dei testimonianze incluse dalla televisione statale rafforza il tono propagandistico, quando un miliziano, barbiere di professione, assicura di sentirsi “orgoglioso” di difendere la patria e afferma che, se ognuno protegge “il pezzetto che ha assegnato”, l'isola sarà al sicuro.

Il messaggio, ripetuto per anni, rimette il peso della difesa nazionale sui cittadini comuni, in un paese segnato dalla scarsità, dalla migrazione e dal logoramento sociale.

Le immagini, anziché trasmettere forza militare, evidenziano precarietà, improvvisazione e un ancoraggio a una logica di guerra che contrasta con la realtà quotidiana dei cubani, molti dei quali affrontano blackout, mancanza di cibo e un sistema sanitario al collasso.

Mentre la stampa ufficiale insiste sul fatto che “ogni arma ha svolto il proprio ruolo” e che la difesa è garantita, l’esercitazione finisce per assomigliare più a una messa in scena che a una dimostrazione reale di capacità militare.

Un simulacro che cerca di alimentare il discorso di resistenza, ma che mette a nudo le carenze di un apparato difensivo che sembra fermo nel tempo.

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