L'Ambasciata di Cuba in Canada promette carburante e “normalità totale” al turismo mentre l'isola rimane spenta



Il messaggio intende tranquillizzare i tour operator e i viaggiatori del principale mercato di emissione di turisti per l'isolaFoto © CiberCuba/Gemini

L'Ambasciata di Cuba in Canada ha diffuso un video promozionale in cui un alto funzionario del turismo assicura che l'attività turistica opera con “completa normalità”, nonostante i blackout prolungati e la scarsità di carburante che colpiscono milioni di cubani.

“Cuba continua ad essere una meta turistica sicura” e il carburante per voli, trasferimenti ed escursioni “è garantito”, ha affermato Lessner Gómez Molina, direttore dell'Ufficio del Turismo di Cuba in Canada in un video divulgato dalla pagina Facebook dell'Ambasciata cubana in quel paese.

Il messaggio, concepito come pezzo promozionale, intende tranquillizzare i tour operator e i viaggiatori canadesi, il principale mercato emittente di turisti verso l'isola, mentre cerca di mitigare l'impatto delle notizie sulla crisi energetica e del carburante che attraversa Cuba.

Tuttavia, l'effetto è stato opposto, poiché ha scatenato un'ondata di critiche sui social media per il contrasto tra la "normalità" che viene venduta all'estero e la precarietà che vive la popolazione all'interno del paese.

Mentre Gómez insiste che “tutto rimane invariato” e che ci sono riserve sufficienti di combustibile, anche provenienti da “altri partner, come il Messico”, le stesse autorità cubane hanno riconosciuto uno scenario critico.

Il Ministero dell'Energia e delle Miniere ha recentemente ammesso la mancanza di diesel per la generazione distribuita, con termoelettriche collassate, gruppi elettrogeni e motori non funzionanti, oltre a deficit che si aggirano intorno ai 2.000 MW durante le ore di punta.

La polemica si è rapidamente trasferita nei commenti al video. Alcuni utenti stranieri hanno difeso l'esperienza turistica, descrivendo Cuba come una destinazione "sicura", "bellissima" ed "economica".

In risposta, decine di cubani hanno ricordato che questa percezione tende a limitarsi ai resort all-inclusive e ai circuiti turistici, lontani dai blackout di oltre 12 ore, dalla mancanza di trasporti, dalla scarsità di cibo e dal collasso dei servizi di base.

"Il combustibile che non è assicurato è quello di cui la popolazione ha bisogno per vivere," ha riassunto uno dei commenti più condivisi.

Altri sono stati più diretti; hanno denunciato che mentre il paese rimane al buio, gli hotel - con impianti propri e fornitura garantita - continuano a essere illuminati, protetti da un sistema di privilegi che esclude il resto della società.

Il contesto economico spiega l'enfasi ufficiale. I turisti canadesi rappresentano circa il 40% degli arrivi a Cuba e sono una fonte chiave di valuta per il regime.

Dietro a quella strategia c'è GAESA, il conglomerato militare che controlla gran parte dell'infrastruttura alberghiera, le catene turistiche e i flussi finanziari associati al settore.

A questa strategia di trucco turistico si aggiunge l'uso reiterato di figure emblematiche dello sport cubano come garanzia simbolica del racconto ufficiale.

Il regime ha nuovamente esibito il pentacampione olimpico Mijaín López come volto della promozione internazionale, presentandolo in fiere ed eventi turistici come prova di “prestigio” e “normalità”, mentre evita qualsiasi riferimento alla crisi economica, sociale e dei diritti che attraversa il paese.

Per i settori critici, l'immagine di López rafforza la stessa logica che sostiene il discorso del Mintur, mirato a mostrare icone, hotel e cartoline, mentre si nasconde deliberatamente la precarietà quotidiana, la disuguaglianza energetica e il controllo militare che, attraverso GAESA, gestisce sia il turismo sia le valute che non arrivano mai alla popolazione.

L'immagine di stabilità che si cerca di proiettare dal Canada contrasta con scene sempre più frequenti nell'isola caraibica, con intere città al buio, ospedali che operano al limite, trasporti pubblici paralizzati e quartieri immersi nell'ombra.

A proposito di questa situazione, il Governo del Canada ha aggiornato il suo avviso di viaggio e il 15 gennaio ha chiesto ai suoi cittadini di esercitare “un alto grado di precauzione” nel visitare Cuba, a causa della crisi delle forniture, dei frequenti black-out e del deterioramento dei servizi di base, anche nelle zone turistiche.

Per molti cubani, l'elettricità ha smesso di essere un servizio di base ed è diventata un indicatore di potere, con hotel e zone turistiche illuminate; il resto del paese, nell'oscurità.

Il discorso ufficiale insiste nel definire questa situazione come "resistenza creativa". Sui social, la risposta è stata più cruda e punta a un paese al collasso, dove il divertimento del visitatore ha la priorità sulla sopravvivenza quotidiana dei suoi cittadini.

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Redazione di CiberCuba

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