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Il Dipartimento della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti (DHS) ha incluso questo venerdì un cittadino cubano nell'elenco ufficiale "Worst of the Worst" (Lo peggio del peggio), che raccoglie immigrati con precedenti penali arrestati dal Servizio di Immigrazione e Controllo delle Dogane (ICE).
Secondo informazioni pubblicate sul portale del DHS, il cubano identificato come Evis Peguero-Cotarelo è tra i criminali più pericolosi arrestati di recente dall'ICE in diverse operazioni condotte nel paese.
Secondo il comunicato ufficiale, il cittadino cubano è stato condannato per omicidio di primo grado con arma mortale nella contea di Miami-Dade, nello stato della Florida.
L'annuncio fa parte di un aggiornamento diffuso il 23 gennaio dal DHS, in cui l'agenzia ha evidenziato l'arresto di immigrati con condanne per reati violenti, tra cui omicidi, stupri, rapine a mano armata e legami con bande come la MS-13.
“El presidente Trump e la segretaria Noem hanno dato il via libera a ICE per inseguire i peggiori dei peggiori”, ha affermato la sottosegretaria alla Sicurezza Nazionale, Tricia McLaughlin, presentando i risultati dell'operazione.
Il comunicato ufficiale sottolinea che, secondo dati dello stesso DHS, il 70% degli arresti effettuati dall'ICE riguarda immigrati illegali accusati o condannati per reati negli Stati Uniti.
La agenzia ha invitato i cittadini a consultare il l'elenco completo dei detenuti sulla piattaforma pubblica WOW.DHS.Gov, dove vengono mostrati profili individuali con nome, paese di origine e precedenti penali.
In quello stesso registro compaiono altri immigrati arrestati nella giornata, tra cui un cittadino salvadoregno legato alla MS-13, un messicano condannato per violazione e un giamaicano condannato per rapine armate.
Il DHS ha presentato questi casi come parte di una strategia di deportazioni che dà priorità alle persone con un passato criminale.
Le autorità statunitensi hanno insistito sul fatto che queste operazioni mirano a rafforzare la sicurezza interna e a mantenere la promessa di intensificare le deportazioni, a partire dagli immigrati considerati più pericolosi.
Secondo il DHS, l'attuale amministrazione si dirige verso un "anno storico" in materia di controllo migratorio, con cifre record di espulsioni, riduzione del traffico di droga e un inasprimento costante delle azioni di ICE in tutto il paese.
Oltre ai casi di alto profilo che il DHS evidenzia come “il peggio del peggio”, non sono isolati gli altri arresti di cubani da parte di ICE in recenti operazioni migratorie.
Negli ultimi mesi, cittadini cubani con diversi trascorsi sono stati arrestati dalle autorità migratorie statunitensi in circostanze varie, da comparizioni volontarie presso uffici di immigrazione a incidenti in città come New Orleans o Boston, dove alcuni si trovavano ad affrontare accuse che includono l'assalto veicolare o reati più gravi attribuiti dalla procura locale.
Questi arresti, che fanno parte di una politica di applicazione aggressiva delle leggi migratorie, sono stati registrati sia su portali di notizie che su piattaforme di monitoraggio comunitario, e illustrano come cubani residenti o in fase di regolarizzazione siano finiti sotto custodia dell'ICE in diverse parti del paese.
L'intensificazione dei raid e l'ampliamento dei poteri dell'ICE hanno anche suscitato una forte reazione da parte dei politici democratici e dei difensori dei diritti civili negli Stati Uniti.
Legislatori come il senatore Richard Blumenthal hanno richiesto indagini su direttive interne che permetterebbero agli agenti dell'immigrazione di entrare in abitazioni con “ordini amministrativi” senza revisione giudiziaria, definendo tali pratiche una minaccia alle libertà fondamentali protette dalla Costituzione.
Inoltre, nelle recenti votazioni del Congresso sul finanziamento del DHS, molti democratici si sono opposti a destinare maggiori risorse all'ICE citando preoccupazioni riguardo agli abusi di potere, alle detenzioni indiscriminate e alle violazioni dei diritti umani, specialmente dopo incidenti di uso eccessivo della forza e morti in custodia.
Queste critiche riflettono un dibattito nazionale più ampio sul ruolo dell'ICE e sulle priorità del sistema migratorio statunitense di fronte a politiche di sicurezza sempre più rigorose.
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