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Il sistema elettrico cubano sta attraversando una delle sue peggiori giornate dell'anno, con blackout generalizzati e un deficit che supera i 1900 megawatt (MW), come riconosciuto dalla stessa Unión Eléctrica de Cuba (UNE) nel suo comunicato informativo del 15 gennaio 2026.
Ieri il servizio è stato compromesso per 24 ore e l'interruzione continua fino a questo momento, ha ammesso l'azienda statale, che ha confermato che la massima interruzione per deficit di capacità è stata di 1770 MW alle 18:40 di lunedì.
La entidad ha spiegato che la disponibilità attuale del Sistema Elettrico Nazionale (SEN) è di appena 1300 MW, rispetto a una domanda di 2150 MW, il che lascia un deficit di 837 MW fin dalle prime ore del mattino.
Nel periodo di punta, previsto per la notte, il deficit potrebbe raggiungere i 1945 MW, rendendo questo giovedì uno dei giorni con le maggiori problematiche elettriche del 2026.
L'Avana: 11 ore senza elettricità
Nella capitale, i blackout si sono prolungati per quasi 12 ore consecutive. Secondo i rapporti della Empresa Eléctrica de La Habana (EELH), il servizio è stato interrotto per 11 ore e 56 minuti, con un massimo di 277 MW fuori servizio alle 18:40.
La corrente è stata ripristinata poco dopo le 22:00, anche se la stessa azienda ha riconosciuto che non è stata rispettata la programmazione comunicata e che è stato necessario disconnettere “100 MW di emergenza”.
Parcheggi solari senza impatto reale
Nonostante il discorso ufficiale sul progresso delle energie rinnovabili, la UNE ha informato che i 37 nuovi parchi solari fotovoltaici hanno fornito solo 2872 MWh durante la giornata, con una potenza massima di 563 MW durante le ore diurne. Questa cifra risulta insufficiente rispetto alla domanda nazionale, che supera i 3000 MW durante le ore di punta.
Tra le principali cause del crollo elettrico ci sono guasti nell'unità 5 della CTE Mariel, nelle unità 1 e 2 della CTE Felton e nell'unità 3 della CTE Antonio Maceo, oltre a manutenzioni programmate negli impianti di Santa Cruz del Norte e Cienfuegos.
La UNE ha anche riconosciuto che più di 1100 MW rimangono fuori servizio per mancanza di combustibile e lubrificanti, una situazione che influisce su 102 centrali di generazione distribuita e sui camion di Melones e Regla. In totale, 169 MW sono fermi per mancanza di lubrificante, un problema ricorrente nelle ultime settimane.
Mientras il regime insiste nel sottolineare la “scommessa sulle energie pulite”, la realtà del paese continua a essere segnata da blackout prolungati, elettrodomestici danneggiati e una popolazione esausta. Senza nuovi investimenti, con le termoelettriche al collasso e senza petrolio venezuelano, i cubani sembrano condannati a continuare a vivere tra blackout e propaganda.
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