Díaz-Canel chiama codardi i militari che hanno catturato Maduro e ucciso le scorte cubane



Cuba organizza omaggi e rivela il suo coinvolgimento nella sicurezza chavista.

Miguel Díaz-Canel e elementi dell'U.S. Army.Foto © X / Presidenza Cuba e 7th Army Training Command

Miguel Díaz-Canel ha alzato nuovamente il tono del discorso ufficiale e ha qualificato come “codardi e illegali” i militari statunitensi che hanno partecipato all'operazione che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro e alla morte di membri della sua scorta personale, composta da militari cubani.

En un messaggio pubblicato su X, il governante cubano ha assicurato che l'isola riceverà "con onore e gloria" i 32 effettivi deceduti, che ha descritto come uomini che, “con coraggio cubanissimo”, hanno messo “in scacco” le forze che hanno eseguito l'operazione a Caracas. Il messaggio è stato accompagnato da immagini ufficiali diffuse dalla Presidenza, dove viene annunciato un ampio programma di omaggi postumi nei giorni 15 e 16 gennaio.

Le parole di Díaz-Canel contrastano con la forza dei fatti. Secondo fonti del governo degli Stati Uniti, confermate da media come CBS News, la cattura di Maduro è stata eseguita dalla Delta Force, una delle unità più segrete e letali dell'esercito statunitense, specializzata nel contrasto al terrorismo e nella cattura di obiettivi di alto valore.

L'operazione, autorizzata dal presidente Donald Trump, ha incluso bombardamenti di precisione a Caracas e negli stati limitrofi, e si è conclusa con l'estrazione di Maduro e di sua moglie dal paese.

En medio di quell'operazione morirono 32 cubani che facevano parte del dispositivo di sicurezza del governante venezuelano, qualcosa che il regime di La Habana ha negato con veemenza per anni.

L'ammissione è arrivata solo dopo il colpo di stato, attraverso un comunicato pubblicato dal giornale Granma dove si riconosceva che i deceduti svolgevano "missioni" delle Forze Armate Rivoluzionarie e del Ministero dell'Interno sul territorio venezuelano.

La reazione ufficiale cerca di trasformare una sconfitta militare e politica in un racconto epico. Le immagini diffuse mostrano manifesti con la scritta “Onore e Gloria”, ritratti dei caduti e un dispiegamento cerimoniale che include marce, camere ardenti, eventi di massa e cerimonie simultanee in tutto il paese.

Giovedì 15 gennaio è previsto l'arrivo dei resti all'Aeroporto José Martí, seguito da un trasporto solenne fino alla sede del Ministero delle Forze Armate Rivoluzionarie, dove verrà reso omaggio.

Il giorno successivo, il regime ha convocato la cosiddetta "Marcia del Popolo Combattente", mentre i resti saranno finalmente inumati in cimiteri militari nelle rispettive località. L'intero processo è attentamente progettato per rafforzare una narrazione di sacrificio, unità e confronto con gli Stati Uniti.

La cattura di Maduro da parte della Delta Force non solo ha cambiato il panorama politico in Venezuela, oggi sotto una presidenza ad interim guidata da Delcy Rodríguez, ma ha anche rivelato una verità a lungo negata da Cuba, ovvero il coinvolgimento diretto di Cuba nella sicurezza del regime chavista.

Mentre il Governo cubano decreta omaggi e accusa di “codardia” una delle forze armate più specializzate al mondo, 32 famiglie piangono uomini morti lontano da casa, in una missione che ufficialmente “non esisteva” e per un'alleanza politica il cui costo umano ricade, ancora una volta, sugli stessi.

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Redazione di CiberCuba

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