La Habana manipola un comunicato venezuelano per dissimulare il raffreddamento dei rapporti con Caracas dopo l'arresto di Maduro



In un tentativo disperato di mantenere l'apparenza di unità, L'Avana ha eliminato riferimenti dal documento e ha inserito simboli rivoluzionari. La manipolazione risponde all'interesse del regime cubano di sostenere la narrativa di continuità bolivariana nonostante il collasso materiale dell'alleanza.

Locutore del NTV e Comunicato di CaracasFoto © Captura de video Facebook / Canal Caribe - X / @yvangil

Il regime cubano ha cercato di mascherare il distanziamento politico ed economico con il Venezuela manipolando un comunicato ufficiale emesso dalla Cancelleria venezuelana l'11 gennaio 2026, in cui Caracas ribadiva la sua “posizione storica” nei rapporti con Cuba.

La versione trasmessa dal Noticiero Nacional de Televisión (NTV) ha distorto il contenuto, eliminando riferimenti diplomatici e introducendo una narrativa ideologica incentrata sul “lasciato di Chávez e Fidel”

Il testo originale del governo venezuelano, diffuso sulla rete sociale X, sottolineava l'autodeterminazione e la sovranità nazionale “in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e con il Diritto Internazionale”, e includeva un appello al “dialogo politico e diplomatico” per risolvere le controversie pacificamente.

Tuttavia, il comunicato non faceva riferimento agli Stati Uniti né conteneva frasi di confronto.

Il NTV, invece, ha rimosso i riferimenti al Diritto Internazionale e al dialogo, sostituendoli con affermazioni inesistenti nel documento originale.  

Entre le interpolazioni più evidenti, il mezzo ufficiale ha incorporato passaggi sul “progetto latinoamericano previsto da Bolívar e Martí” e un’esaltazione al “lasciato di Chávez e Fidel”, oltre a introdurre un paragrafo in cui accusava Washington di tentare di “frammentare l’unione delle nostre nazioni”.  

Nessuna di queste frasi appare nel testo ufficiale della Cancelleria venezuelana.

X / @yvangil

La versione cubana cercò di rafforzare l'immagine di un'alleanza inarrestabile tra entrambi i regimi, proprio nel momento in cui quella relazione attraversa il suo periodo più fragile da due decenni.

Il comunicato venezuelano è stata una risposta diretta alle dichiarazioni del presidente Donald J. Trump, che nello stesso giorno ha avvertito dalla sua rete sociale Truth Social che gli Stati Uniti avrebbero posto fine immediatamente all'invio di petrolio e denaro provenienti dal Venezuela a Cuba.

“Non ci sarà più petrolio né denaro per Cuba: zero”, ha scritto Trump, ricordando che per anni La Habana ha dipeso dalle risorse venezuelane in cambio di supporto in materia di intelligence e sicurezza. 

Quella avvertenza, unita alla cattura di Nicolás Maduro e all'instaurazione del governo interino di Delcy Rodríguez sotto la supervisione di Washington, ha modificato drasticamente l'equilibrio regionale.  

Il nuovo governo venezuelano mantiene una linea diplomatica più prudente, orientata alla stabilità interna e al rispetto delle condizioni imposte dagli Stati Uniti per la transizione democratica.

In questo contesto, la manipolazione del comunicato da parte dell'Avana ha messo in evidenza un tentativo disperato di mantenere l'apparenza di unità ideologica. L'eliminazione di riferimenti legali e diplomatici, insieme all'inserimento di simboli rivoluzionari, risponde all'interesse del regime cubano di sostenere la narrativa della continuità bolivariana nonostante il collasso materiale dell'alleanza. 

Dalla fine di dicembre, il fornitura di petrolio sovvenzionato dalla Venezuela verso Cuba si è ridotto di quasi la metà, e gli accordi di cooperazione in ambito sanitario e sicurezza sono attualmente sotto revisione.

Senza quel sostegno, l'economia cubana affronta una crisi energetica ancora più profonda, con blackout prolungati, carenza di combustibile e uno scenario di instabilità che minaccia la sostenibilità del modello imposto dal castrismo.

Il contrasto tra il testo ufficiale venezuelano —diplomatico, prudente e orientato al dialogo— e la versione propagandistica del NTV —ideologica e confrontativa— rivela fino a che punto l'apparato mediatico cubano cerca di controllare la percezione pubblica per nascondere un cambiamento storico.

L'era Chávez-Fidel, che ha sostenuto per due decenni l'asse Caracas-L'Avana, si spegne definitivamente sotto la pressione di Washington e il nuovo mappa di potere regionale.

La manipolazione non solo distorce la realtà politica, ma rivela anche la paura del regime cubano di riconoscere il proprio isolamento. Il messaggio sottostante è chiaro: la "fratellanza rivoluzionaria" non esiste più, e L'Avana cerca di prolungare un racconto che Caracas sta già cominciando a mettere da parte.

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