Il congresista Carlos Giménez lancia un avvertimento a Díaz-Canel: “Il dittatore burattino di Cuba è il prossimo”



Il congressista Carlos Giménez ha avvertito il governante Miguel Díaz-Canel con un'immagine allusiva dopo le tensioni tra gli Stati Uniti e Cuba. La Habana risponde affermando che "non teme minacce".

Miguel Díaz-Canel (immagine di riferimento creata con IA) e Nicolás MaduroFoto © X / @RepCarlos - Truth Social / @realDonaldTrump

Video correlati:

Il congresista repubblicano Carlos A. Giménez, rappresentante della Florida, ha scatenato una nuova polemica pubblicando questo domenica su X (precedentemente Twitter) un messaggio indirizzato al governo cubano Miguel Díaz-Canel con un tono chiaramente minaccioso: 

“Il dittatore burattino di Cuba è il prossimo”, ha dichiarato il politico cubanoamericano della Florida, alzando il tono dei suoi messaggi di avvertimento al regime cubano, obiettivo continuo della comunicazione dell'amministrazione Trump nei giorni recenti.

Il testo era accompagnato da un'immagine modificata in cui Díaz-Canel appare ammanettato e con un abbigliamento simile a quello delle fotografie diffuse dopo la cattura di Nicolás Maduro a Caracas, durante l'operazione delle forze speciali statunitensi del 4 gennaio scorso.

L'immagine condivisa e le parole di Giménez suggeriscono, in modo esplicito, che il dittatore cubano potrebbe subire la stessa sorte del suo omologo venezuelano.

Il messaggio del congresista si inserisce nel clima di crescente tensione tra Washington e L'Avana dopo l'attacco statunitense al Venezuela e i successivi avvertimenti del presidente Donald Trump al regime cubano. 

In giorni recenti, Trump ha affermato che “non fluirà più neanche una goccia di petrolio né un dollaro dal Venezuela verso Cuba”, e ha esortato il governo di La Habana a “farsi avanti prima che sia troppo tardi”, dichiarazioni a cui ha risposto con fermezza il cancelliere Bruno Rodríguez Parrilla.

Il post di Giménez, ripubblicato da centinaia di utenti in poche ore, rafforza la retorica della "mano dura" del settore repubblicano più radicale, che considera il regime cubano responsabile diretto dell'apparato di sicurezza e repressione venezuelano, oltre a essere la "testa del serpente" che rappresenta gli interessi di avversari come Cina, Russia e Iran nella regione.

Mentre il regime totalitario cubano insiste che “non teme minacce”, i segnali provenienti da Washington, i social e lo stesso Congresso mostrano che il cerchio politico e simbolico attorno a L'Avana si stringe sempre di più.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.