“Questo non esiste più”: Marco Rubio sui donatori che hanno sostenuto Cuba per decenni



Marco Rubio ha criticato la dipendenza di Cuba dagli aiuti esterni per decenni, avvertendo di un possibile collasso se il regime non cambia. Ha messo in evidenza il potenziale della diaspora cubana come risorsa chiave.

Díaz-Canel e PutinFoto © MINREX

El segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, ha dichiarato venerdì alla Casa Bianca che Cuba si è sostenuta per decenni grazie a “donatori” esterni —prima l'Unione Sovietica e, più recentemente, il Venezuela—, ma ha sottolineato che “questo è già finito”.

En il suo diagnostico, la dirigenza cubana ha dato priorità al controllo politico su un'economia funzionale e ora si trova ad affrontare uno scenario privo di quel sostegno.

"Se ne sono usciti con la loro per più di 60 anni perché hanno avuto donatori, l'Unione Sovietica e, più recentemente, il Venezuela, ma tutto questo è finito", ha detto Rubio.

Rubio ha affermato che il problema fondamentale di Cuba è che è guidata da “persone incompetenti” che “non sanno cos'è un'economia, e tanto meno una che funzioni”, e che il regime si è mantenuto grazie al sostegno esterno per “più di 60 anni”.

Pero, insistette, que que esos sussidi non esistono più, il che mette quelli che controllano Cuba di fronte a un dilemma: “avere un paese reale, con un'economia reale, dove il suo popolo possa prosperare”, oppure “continuare con la loro dittatura fallita”.

Nella stessa comparsa, Rubio ha avvertito che se il governo cubano insiste nel “proseguire con la sua dittatura” —che ha anche definito “falsa” in quel colloquio— il risultato sarà un “collasso sistemico e sociale”.

Ha chiarito che gli Stati Uniti non cercano di "destabilizzare" Cuba, ma ha attribuito una eventuale destabilizzazione al rifiuto del regime di concedere "libertà economica o politica" alla propria popolazione.

Le dichiarazioni di Rubio sono arrivate dopo che il presidente Donald Trump ha affermato che Cuba è “in cattive condizioni”, che dipendeva dal Venezuela “per il petrolio e il denaro” e che ora “non riceveranno più denaro”, nel contesto regionale descritto dopo l'intervento in Venezuela.

In parallelo al messaggio politico, recenti analisi hanno evidenziato l'impatto economico della riduzione del sostegno venezuelano sull'isola: l'economia cubana è gravemente sotto pressione e indica che il declino del supporto del Venezuela aggrava i blackout e la scarsità, sebbene senza giungere a una conclusione definitiva se ciò porterà a un collasso del governo.

Rubio ha anche menzionato il potenziale ruolo della diaspora: ha detto che negli Stati Uniti ci sono “molte persone” che vogliono tornare a Cuba e aiutare, e ha citato emigrati che sono partiti “senza nulla” e hanno prosperato, considerandolo un’opportunità che —secondo lui— Cuba ha e “molti altri luoghi non hanno”.

Donald Trump ha promesso che la sua amministrazione cercherà modi per supportare i cubani che risiedono negli Stati Uniti e che hanno sofferto sotto il regime di Castro.

Trump ha affrontato la situazione politica ed economica di Cuba e la sua storica dipendenza dal Venezuela, e ha ribadito la sua intenzione di aiutare direttamente i cubani che vivono negli Stati Uniti e le comunità di esiliati che hanno denunciato persecuzioni e violazioni dei diritti umani nell'isola da decenni.

Anche se non ha fornito dettagli specifici su programmi o politiche di supporto, la sua dichiarazione ha segnato un tono di sostegno verso la diaspora cubana e la sua sofferenza sotto il regime di Castro.

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Redazione di CiberCuba

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