Gli animalisti accusano lo Stato cubano di provocare un maggiore abbandono con le sue nuove tariffe per prelevare animali



Le tariffe elevate per la legalizzazione degli animali domestici a Cuba, imposte dal governo, stanno causando un aumento dell'abbandono animale. Gli attivisti criticano la mancanza di politiche di protezione e supporto statale.

Cane abbandonato a CubaFoto © CiberCuba

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Attivisti e associazioni di protezione animale a Cuba hanno denunciato che le recenti misure dello Stato per rendere drasticamente più costosi i procedimenti per l'uscita legale degli animali domestici stanno causando un aumento dell'abbandono animale, in mezzo a una crisi già critica.

In un post diffuso su Facebook, il gruppo Benessere Animale di Cuba (BAC) ha avvertito che il Ministero dell'Agricoltura e il Centro Nazionale di Sanità Animale (CENASA) hanno aumentato senza preavviso e senza consultazione sociale i costi associati alla legalizzazione degli animali che accompagnano i loro proprietari durante l'emigrazione.

Pubblicazione di Facebook/BAC

Secondo quanto riportano gli animalisti, i prezzi si sono moltiplicati fino a dieci volte. Le pratiche che prima costavano circa 100 pesos cubani ora ammontano a 1.000 pesos solo per le legalizzazioni iniziali.

La documentazione per legalizzare l'uscita dei campioni ammonta a 10.000 pesos, mentre l'autorizzazione per l'uscita dell'animale e il permesso di volo totalizzano altri 10.000 pesos. A questo si aggiunge un pagamento obbligatorio all'aeroporto al veterinario che autorizza l'uscita finale, nuovamente per 10.000 pesos.

Inoltre, avvertono che devono ancora essere definiti i nuovi prezzi dei servizi essenziali come la vaccinazione e altri interventi nelle cliniche veterinarie statali, i cui costi aumenteranno anch'essi, rendendo il processo un onere economico inaccessibile per la maggior parte delle famiglie cubane.

Conseguenze prevedibili

Per i difensori degli animali, l'impatto di queste decisioni è chiaro: maggior abbandono, rifugi collassati e associazioni sopraffatte, senza che lo Stato annunci politiche parallele di protezione animale.

“Se non vengono implementate campagne di sterilizzazione di massa, non esistono programmi stabili di vaccinazione, non vengono creati rifugi statali né vengono rafforzate le reti di protezione già esistenti,” denuncia BAC. Inoltre —aggiungono— non vengono offerte alternative reali per coloro che desiderano rispettare la legge ma non possono affrontare i nuovi costi.

Gli attivisti sottolineano che queste misure non puniscono l'irresponsabilità, ma colpiscono direttamente coloro che si prendono cura e non vogliono abbandonare i loro mascotas, ponendoli di fronte a una scelta che definiscono ingiusta: pagare cifre impossibili o lasciare indietro un membro della famiglia.

Dal Bienestar Animal de Cuba hanno assicurato che continueranno a denunciare pubblicamente le conseguenze di queste decisioni e ad accompagnare le persone colpite. “Proteggere gli animali non può dipendere solo dallo sforzo individuale. È anche una responsabilità politica e sociale”, conclude il comunicato.

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Redazione di CiberCuba

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