L'offensiva giudiziaria contro Nicolás Maduro si estende oltre gli Stati Uniti. Mentre il deposto dittatore venezuelano è comparso davanti a un giudice federale a New York, la Procura argentina ha compiuto un passo decisivo e ha richiesto formalmente che venga avviata la sua estradizione per giudicarlo per crimini contro l'umanità commessi in Venezuela.
Secondo quanto riportato dall'agenzia EFE, il procuratore argentino Carlos Stornelli ha richiesto lunedì alla giustizia federale di chiedere agli Stati Uniti l'estradizione di Maduro, nell'ambito di un'inchiesta aperta a Buenos Aires basata sul principio di giurisdizione universale, che consente di indagare su crimini gravi contro i diritti umani, indipendentemente da dove siano stati commessi.
Il mandato è stato indirizzato al giudice Sebastián Ramos, che ha già un ordine di cattura attivo contro il dittatore chavista.

Stornelli ha definito la situazione come "urgente", considerando che Maduro si trova detenuto nel territorio statunitense e deve comparire davanti alla giustizia argentina per rendere dichiarazione investigativa.
Nel suo scritto, il pubblico ministero ha chiesto che venga attivata immediatamente la procedura di estradizione affinché il mandatario possa essere sottoposto al processo giudiziario in Argentina, ha segnalato EFE.
Il mandato giudiziario a Buenos Aires arriva appena giorni dopo la cattura di Maduro da parte delle forze statunitensi e il suo trasferimento a New York, dove si è presentato per la prima volta davanti al tribunale del Distretto Sud.
Lì, accompagnato da agenti federali e con cuffie per traduzione simultanea, si è dichiarato innocente delle accuse di narcotraffico e narcoterrorismo mosse contro di lui dall'Amministrazione di Donald Trump.
“Fui catturato, continuo a essere il presidente del mio paese,” ha dichiarato Maduro di fronte al giudice Alvin Hellerstein, insistendo sulla sua legittimità politica nonostante sia sotto custodia giudiziaria.
A suo fianco si presentò sua moglie, Cilia Flores, anch'essa accusata, che si identificò come “la first lady del Venezuela” e negò le accuse.
La causa argentina risale al 2023, quando il Forum Argentino per la Difesa della Democrazia ha presentato una denuncia per crimini contro l'umanità contro la leadership del regime venezuelano.
Nel settembre del 2024, il giudice Ramos ha ordinato l'arresto di Maduro, di Diosdado Cabello e di altri alti funzionari, e ha richiesto a Interpol la diffusione della richiesta di cattura internazionale.
La Camera Federale argentina ha sostenuto quindi che il Governo venezuelano ha attuato “un piano sistematico, organizzato e sostenuto nel tempo” contro la popolazione civile, mediante pratiche di persecuzione, sequestro, tortura e omicidio.
Il contesto politico ha un peso significativo. Il presidente argentino Javier Milei è stato uno dei primi leader della regione a sostenere pubblicamente l'attacco statunitense che ha portato alla cattura di Maduro, definito una minaccia non solo per il Venezuela, ma per l'intera America Latina.
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