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Il governante Miguel Díaz-Canel ha decretato per sabato due giorni di lutto nazionale a Cuba per la morte di 32 cittadini cubani durante l'operazione militare statunitense a Caracas che si è conclusa con la cattura di Nicolás Maduro, nella mattinata del 3 gennaio 2026.
Il Decreto Presidenziale 1147, firmato nel Palazzo della Rivoluzione e pubblicato nella Gaceta Oficial, dispone che il lutto si estenda dalle 6:00 del 5 gennaio fino alla mezzanotte del 6 gennaio, periodo durante il quale la bandiera sarà a mezz'asta negli edifici pubblici e nelle istituzioni militari, e saranno sospesi tutti gli spettacoli e le attività festive nel paese.
“Con profondo dolore il nostro popolo ha appreso che, durante l'attacco criminal perpetrato dal governo degli Stati Uniti contro la sorella Repubblica Bolivariana del Venezuela, hanno perso la vita in azioni di combattimento 32 cubani”, si legge nel testo del decreto.
Secondo il decreto, i defunti svolgevano missioni in rappresentanza delle Forze Armate Rivoluzionarie (FAR) e del ministero dell'Interno (MININT), “su richiesta di organismi omologhi del paese sudamericano”. Díaz-Canel ha sottolineato la loro “attuazione eroica” e ha affermato che i caduti “hanno saputo elevare il sentimento solidale di milioni di connazionali”.
Il MININT aveva confermato poche ore prima il numero dei morti, qualificando l'attacco statunitense come un “atto criminale di aggressione e terrorismo di Stato”. L'istituzione ha informato che i familiari dei deceduti sono stati avvisati e hanno ricevuto le condoglianze del generale dell'Esercito Raúl Castro Ruz, di Díaz-Canel e delle forze militari cubane.
La dichiarazione ufficiale arriva in un clima di tensione regionale senza precedenti, dopo l'estrazione di Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, da parte delle truppe statunitensi. Fonti a Washington hanno indicato che tra i morti si trovavano membri della scorta cubana che proteggeva il leader chavista, un corpo operativo dispiegato in Venezuela da oltre un decennio.
Il decreto di lutto nazionale mira a proiettare un'immagine di unità e resistenza in un momento in cui Cuba affronta una profonda crisi economica e la perdita del suo principale alleato politico ed energetico.
Il documento si conclude ordinando ai ministri delle FAR, del MININT e delle Relazioni Estere di garantire il rispetto, sottolineando il carattere solenne dell'omaggio ai 32 cubani “caduti nell’adempimento del loro dovere internazionalista”.
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