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Il municipio habanero 10 de Octubre si è svegliato sotto un forte stato di shock dopo aver appreso la notizia di un crimine violento avvenuto nel corso della notte tra giovedì e venerdì in una abitazione vicino al semaforo di Dolores, sulla Calzada di 10 de Octubre, vicino a una panetteria e di fronte a una scuola.
Secondo le versioni dei testimoni, la vittima, identificata come Yosvani Hernández Meriño (conosciuto come Pocholo o El Moro), sarebbe stata trovata senza vita intorno alle 4:00 del mattino, con molteplici ferite da arma bianca e un profondo taglio al collo. Il corpo, secondo queste testimonianze, sarebbe stato coperto con un materasso prima di essere abbandonato sul posto.
A seguito del rapporto della pagina di Facebook 'Reporte Cuba Ya', i vicini hanno indicato che la notte precedente l'uomo aveva trascorso del tempo a casa con un gruppo ristretto di persone. L'indagine, che è ancora in corso, mira a chiarire sia il movente che l'identità dei responsabili.
Alcune ipotesi che circolano tra i residenti menzionano un possibile movente personale o legato a relazioni precedenti, ma le autorità non hanno confermato nessuna versione.
Il cadavere è stato trasferito alla Medicina Legale, dove specialisti stanno eseguendo le relative perizie. Fino ad ora non è stato emesso un comunicato ufficiale da parte dei mezzi statali né delle istituzioni competenti.
Dolore e richiesta di giustizia
Il fatto ha provocato un'ondata di messaggi di dolore e solidarietà verso la famiglia, soprattutto per la situazione della figlia minore della vittima, di sette anni, che rimane senza il padre. Amici e conoscenti lo descrivono come una persona tranquilla, socievole e rispettata nel quartiere.
Sui social network, i vicini hanno condiviso ricordi e aneddoti sul suo carattere allegro e sulla sua disponibilità ad aiutare chi lo circondava. La notizia ha suscitato indignazione e appelli affinché il caso non rimanga impunito.
Polemica per segnalazioni sui social media
Ore dopo la diffusione della notizia, ha cominciato a circolare su piattaforme social il nome di una persona indicata dai familiari della vittima come possibile coinvolto.
Il menzionato ha rifiutato pubblicamente qualsiasi legame con il crimine, assicurando di avere mantenuto una relazione di amicizia con il defunto e di rammaricarsi per la sua perdita. Inoltre, ha avvertito che potrebbe avviare azioni legali per diffamazione se le accuse contro di lui dovessero persistere.
'Reporte Cuba Ya' ha chiarito che non stava facendo un'accusa diretta, ma riproducendo i testimonianze di familiari e vicini che si sono espressi apertamente sui social media.
Fonti non ufficiali segnalano che tre persone sarebbero state arrestate in relazione all'indagine, sebbene non siano state rivelate le loro identità né sia stato precisato il loro grado di coinvolgimento.
Una comunità segnata dalla violenza
L'omicidio ha riaperto il dibattito sull'aumento dei fatti violenti nella capitale e sulla percezione di insicurezza nelle strade. I residenti del municipio esprimono timore e preoccupazione, segnalando che negli ultimi mesi hanno sentito di altri episodi di criminalità nella zona.
Per molti, l'assenza di informazioni ufficiali genera un clima di incertezza che alimenta voci e versioni contrastanti. Esperti in tematiche sociali consultati sottolineano che questo tipo di crimini impatta profondamente il tessuto comunitario, non solo per la perdita di vite, ma anche per la sensazione di vulnerabilità che lasciano tra i vicini.
Mentre l'inchiesta avanza, familiari, amici e vicini organizzano veglie simboliche e messaggi di omaggio, ricordando la figura della vittima come una persona vicina e amata. Nelle loro parole si riassume una richiesta unanime: che si conosca la verità e che si faccia giustizia.
Informazioni recenti: Il profilo della vittima e il contesto del crimine
Secondo un articolo firmato da Rolando Remedios Sánchez e pubblicato dal blog Café Fuerte, Hernández Meriño aveva 31 anni e avrebbe partecipato alle proteste dell'11 luglio 2021 (11-J) a L'Avana.
Secondo quel mezzo, è stato arrestato il giorno dopo le manifestazioni e picchiato mentre si trovava nel Carcere per Minori del Cotorro, venendo rilasciato giorni dopo.
Café Fuerte ha indicato che il giorno del delitto, la vittima avrebbe vinto un premio alla lotteria e organizzato una celebrazione nella sua abitazione del quartiere di Lawton, alla quale hanno partecipato diverse persone conosciute.
Testimonianze citate dal blog sostengono che, durante le prime ore della mattina, alcuni degli invitati lo hanno aggredito per presuntamente rubargli denaro ed elettrodomestici. Le aggressioni, sempre secondo questa fonte, hanno incluso tra dieci e quattordici coltellate, oltre a un profondo taglio al collo.
Secondo testimonianze raccolte da Remedios Sánchez, fino a otto persone avrebbero partecipato all'attacco e di queste, tre sarebbero già state arrestate. Ha anche menzionato che i vicini hanno sentito delle urla durante la notte provenienti dal cortile dell'abitazione.
La pubblicazione ha ricordato che la vittima era padre di una bambina di sette anni e che amici e conoscenti lo descrivono come una persona allegra, laboriosa e solidale.
Rolando Remedios Sánchez, autore della nota in Café Fuerte, è un manifestante dell'11-J e protagonista della foto iconica delle proteste di quel giorno di fronte al Capitolio dell'Avana. Attualmente risiede in Germania, dove ha richiesto asilo politico.
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