Elevano a 80 il numero dei morti dopo l'operazione militare degli Stati Uniti in Venezuela



Il numero di morti in Venezuela a causa di un'operazione militare degli Stati Uniti sale a 80, inclusi civili e forze di sicurezza. Il governo venezuelano denuncia una "brutale aggressione" e chiede la liberazione di Maduro.

Il numero delle vittime mortali potrebbe essere superiore, ha indicato un alto funzionario venezuelanoFoto © Truth Social/Donald Trump e Televisione venezuelana

Il numero dei deceduti a causa dei bombardamenti statunitensi e dell'operazione di cattura del presidente Nicolás Maduro in Venezuela è salito a 80 persone, secondo un dato non ufficiale citato domenica scorsa dal quotidiano The New York Times.

"Il numero dei morti a causa dell'attacco di sabato è salito a 80, tra civili e membri delle forze di sicurezza", secondo un alto funzionario venezuelano, che ha avvertito che il dato potrebbe continuare a crescere man mano che proseguono le verifiche.

Le morti si sono verificate durante i bombardamenti e l'operazione militare che ha portato alla cattura di Maduro, in un'azione che ha scosso Caracas e altre regioni del paese, suscitando reazioni contrastanti sia all'interno che all'esterno del Venezuela.

Ore prima, il mezzo statunitense ha riportato almeno 40 morti a causa dell'attacco, riferendosi a informazioni preliminari.

Fino ad ora, il Governo del paese sudamericano non ha fornito un bilancio ufficiale di feriti né di morti.

Este stesso domenica, il ministro della Difesa, Vladimir Padrino López, ha accusato gli Stati Uniti di aver ucciso “a sangue freddo” membri del team di sicurezza presidenziale, soldati e cittadini innocenti.

In una dichiarazione pubblica, ha definito i fatti come “una brutale aggressione militare contro la nostra sovranità” e ha assicurato che si è trattato di un dispiegamento “senza precedenti”.

Padrino López ha ribadito che Maduro è stato "sequestrato" e lo ha definito come il "presidente costituzionale eletto dal popolo per il periodo 2025/2030", mentre ha chiesto la sua liberazione immediata, così come quella di sua moglie, Cilia Flores, la cui detenzione ha qualificato come illegale.

Ha anche invitato la comunità internazionale a osservare con attenzione ciò che accade nel paese.

Nonostante la gravità della situazione, il ministro ha esortato la popolazione a riprendere la normalità delle attività quotidiane, comprese quelle accademiche, mentre il governo venezuelano insiste nel denunciare l'intervento militare straniero e l'impatto umano degli attacchi.

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