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Mientras il chavismo tenta di trasformare la cattura di Nicolás Maduro in un’epica sentimentale, la figura di sua moglie, Cilia Flores, torna al centro del dibattito internazionale segnata dalla contraddizione del racconto di “amore e lealtà” che promuovono i media ufficiali di fronte a un fascicolo giudiziario che la indica per narcotraffico, corruzione e violenza.
La direttrice di Telesur, Patricia Villegas, ha descritto su Telegram l'arresto del governante venezuelano e di sua moglie come un “sequestro” eseguito da “soldati dell'impero”, e ha presentato Flores come una donna che “non ha permesso” che portassero via solo suo marito, imponendo “la forza del suo amore” per accompagnarlo.
Nel suo racconto, il momento è stato elevato a una “storia d'amore” costruita nel mezzo della persecuzione politica e della presunta violazione dei diritti.
Tuttavia, al di fuori di quella narrativa epica, il panorama che emerge dagli Stati Uniti è molto diverso.
Secondo Telemundo 51, Cilia Adela Flores de Maduro, di 69 anni, non è solo la moglie del leader chavista. Avvocato di formazione e figura chiave del potere venezuelano da oltre due decenni, è stata deputata dell'Assemblea Nazionale e nel 2006 è diventata la prima donna a presiedere questo organo legislativo. Da lì ha promosso riforme che hanno segnato il percorso finanziario del paese e ha consolidato la sua influenza all'interno del chavismo.
È stata anche procuratrice generale della Repubblica tra il 2012 e il 2013, durante il mandato di Hugo Chávez, che ha difeso legalmente dopo il fallito colpo di Stato del 1992. Con l'arrivo di Maduro al potere, ha assunto un ruolo ancora più visibile, autodefinendosi la “prima combattente” della rivoluzione.
Pero la sua carriera politica è stata accompagnata da numerosi scandali. Per anni è stata accusata di nepotismo, dopo che diversi familiari sono comparsi nelle liste di pagamento dell'Assemblea Nazionale quando lei era deputata. A questo si aggiunse il caso dei cosiddetti “narcosobrinos”, Efraín Antonio Campo Flores e Francisco Flores de Freitas, nipote e padrino di Cilia Flores, arrestati nel 2015 per cospirazione al fine di introdurre grandi quantità di cocaina negli Stati Uniti.
secondo i rapporti di Telemundo 51 e The Associated Press (AP), la Procura del Distretto Sud di New York accusa ora direttamente Cilia Flores di partecipare ad attività legate al narcotraffico, accettare tangenti e fungere da intermediaria tra narcotrafficanti e alti funzionari venezuelani.
L'accusa include indicazioni di aver ricevuto pagamenti per facilitare incontri con l'allora capo antidroga del Venezuela, Néstor Reverol, e di aver partecipato a reti di violenza per saldare debiti legati al narcotraffico.
Investigazioni citate dal media peruviano Trome sottolineano inoltre che tre figli di Flores, riconosciuti da Maduro come propri, sono stati collegati dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti a affari illeciti legati al narcotraffico.
Questo sabato, Maduro e Flores sono stati trasferiti a New York su un aereo militare statunitense, sotto stretta custodia, per affrontare quattro accuse relative al narcoterrorismo e al traffico di cocaina, secondo quanto confermato da media statunitensi.
Entrambi dovranno comparire davanti alla giustizia federale, in un processo che pone fine, almeno per ora, all'immagine di impunità che il chavismo ha coltivato per anni.
Così, mentre da Caracas e dai media alleati si insiste nel ritrarre Cilia Flores come la “moglie fedele” che non abbandona il suo compagno nemmeno nelle avversità, i tribunali degli Stati Uniti la presentano come una figura centrale di una struttura criminale che, secondo i pubblici ministeri, operava dal cuore stesso del potere venezuelano.
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