Unión Eléctrica interviene: “¡De la O continua in piedi e combattendo!”



La Unión Eléctrica ha smentito voci riguardanti la destituzione di Vicente de la O Levy, ministro dell'Energia di Cuba, che rimane in carica nonostante le critiche per la crisi energetica e i blackout nel paese.

Vicente de la O LevyFoto © Cubadebate

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En mezzo al blackout informativo e letterale che sta vivendo Cuba, l'Unione Elettrica (UNE) ha acceso questo lunedì un piccolo focolaio sui suoi social media per smentire ciò che molti cubani ritenevano già certo: la destituzione del ministro dell'Energia e delle Miniere, Vicente de la O Levy, il volto più visibile —e criticato— del colpo energetico nazionale.

“#FALSO || È falso che Vicente de la O Levy sia stato destituito dal suo incarico. Continua a svolgere le sue funzioni normalmente e a lavorare per migliorare la situazione del settore elettrico. Il nostro ministro è #InPiediECombattendo”, ha scritto l'azienda statale in un post che, più che chiarire, ha scatenato un'ondata di meme, scherzi e sospetti.

Cattura dello schermo Facebook / UNE

Il chiarimento è apparso quasi contemporaneamente alla circolazione sui social di voci sulla sua partenza, accompagnate da montaggi umoristici, parodie e catture false di presunti comunicati ufficiali.

Ma la reazione dell'apparato comunicativo è stata tanto eclatante quanto la crisi che cerca di spegnere: la UNE ha dovuto uscire per riaffermare pubblicamente che il suo ministro continua a “combattere”, un verbo che, pronunciato da un'azienda elettrica, suona come un cortocircuito poetico... e contraddittorio.

Non è la prima volta che il regime cubano si mostra nervoso di fronte alla velocità delle reti. Negli ultimi mesi, le voci infondate e le fake news riguardo ai blackout, alle dimissioni e ai “cambi di quadri” hanno circolato più rapidamente della corrente elettrica stessa.

In un paese dove la luce va e viene, ma il Wi-Fi resiste, i meme sono diventati una forma di catarsi popolare e resistenza digitale.

Il governo vive, inoltre, un momento di evidente nervosismo di fronte all'ondata di notizie false. Solo pochi giorni fa, il Noticiero Nacional de Televisión ha dedicato preziosi minuti a smentire il mito dei presunti 1.100 dollari di aiuto negli hotel, un rumor attribuito a Ignacio Giménez che ha provocato assembramenti di persone disperate di incassare un compenso inesistente.

Sono circolate anche voci sulla “morte” di Raúl Castro e sulla “dimissione” di diversi ministri, costringendo la macchina propagandistica ad agire in difensiva, tra il panico e l’inefficienza.

I rumors su De la O Levy non sorgono dal nulla: negli ultimi mesi diversi ministri sono stati destituiti o costretti a dimettersi in mezzo alla crisi generale.

Tra di loro, l'ex ministra del Lavoro Marta Elena Feitó, l'ex ministro dell'Economia Alejandro Gil e l'ex vice primo ministro Jorge Luis Perdomo Di-Lella, tutti allontanati in un'uscita che ha chiarito che nella "continuità" si spengono anche i quadri.

Nel frattempo, Vicente de la O Levy continua a essere il ministro più contestato del gabinetto di Miguel Díaz-Canel.

Dalla sua nomina nel 2022, Cuba ha registrato cinque blackout nazionali, deficit elettrici da record e un'ondata di promesse non mantenute. La sua permanenza, più che un gesto di fiducia tecnica, sembra una dimostrazione del valore che il potere conferisce all'ubbidienza.

In definitiva, il diniego della UNE conferma due cose: che i blackout non sono gli unici collassi a Cuba e che, anche nell'oscurità, l'umorismo cubano rimane acceso.

Perché mentre il ministro "combatte", il popolo sopravvive a colpi di meme, sarcasmo e torce.

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