Due dei bambini coinvolti nel caso di maltrattamento a Cienfuegos sono stati ricoverati in ospedale con alta febbre



I minori rimangono ricoverati sotto supervisione medica dopo lo scandalo per presunto maltrattamento infantile che ha sconvolto Cienfuegos e ha costretto il regime a intervenire dopo le denunce dei cittadini.

Bambini di Cienfuegos sotto custodia statale dopo l'abusoFoto © Collage Facebook / Las Cosas de Fernanda

Due dei tre bambini coinvolti nel caso di presunto maltrattamento infantile che ha sconvolto Cienfuegos sono stati ricoverati con febbre alta, secondo quanto riportato dal profilo ufficialista Las Cosas de Fernanda, che ha pubblicato diversi aggiornamenti sul caso.

I minori rimangono ricoverati nel reparto pediatrico della provincia, nella sala respiratoria, sotto sorveglianza medica e accompagnati da personale specializzato, ha informato il profilo portavoce del regime sul suo profilo di Facebook.

Captura Facebook / Le Cose di Fernanda

Uno dei bambini, di tre anni, ha presentato febbre alta durante il suo soggiorno in un centro educativo temporaneo dove era stato trasferito insieme ai suoi fratelli dopo l'intervento delle autorità.

Poco dopo, il secondo bambino, di cinque anni, ha sviluppato sintomi simili ed è stato anch'esso inviato in ospedale. Entrambi sono stabili e ricevono cure mediche costanti.

Il terzo minore continua a essere sotto cura istituzionale in un centro educativo, con monitoraggio costante da parte di assistenti sociali.

La commissione interdisciplinare incaricata del caso ha deciso di mantenere la custodia statale fino a chiarire completamente le circostanze dell'abuso e a escludere qualsiasi rischio per i bambini prima di affidarli ai familiari.

In un post precedente, Las Cosas di Fernanda ha assicurato che la madre dei minori, identificata come Marlenis Cosme Nodal, è attualmente in stato di arresto mentre prosegue l'indagine.

Captura Facebook / Le cose di Fernanda

Secondo la versione ufficiale, le autorità del Ministero dell'Interno, della Procura, del Dipartimento Minori e della Federazione delle Donne Cubane hanno agito “con celerità e responsabilità” dopo aver ricevuto la denuncia iniziale.

Il profilo, che funge da canale di propaganda locale, ha sottolineato il ruolo dello Stato nella "protezione dell'infanzia" e ha ribadito che "la Rivoluzione cubana ha sempre posto i bambini al centro delle sue politiche sociali".

Nel medesimo testo, il mezzo ha ritenuto responsabili i vicini della zona per la loro presunta “atteggiamento complice” nel non aver denunciato prima il caso, e ha assicurato che la madre potrebbe affrontare sanzioni penali se si confermasse l'intenzione nelle lesioni subite dai minori.

La denuncia pubblica è emersa quando una vicina ha registrato il bambino più piccolo, di circa due anni, che le ha raccontato tra singhiozzi che sua madre lo aveva scottato con del caffè.

Il video, ampiamente condiviso sui social media, ha mostrato le vesciche sulla schiena del minore e ha scatenato un'ondata di indignazione nazionale. Un altro vicino ha dichiarato che i tre bambini erano stati bruciati con acqua calda.

Solo dopo la viralizzazione del materiale, le istituzioni ufficiali sono intervenute nel caso. Las Cosas di Fernanda ha affermato che la Polizia, la Procura, il Ministero del Lavoro, la FMC, il Governo e il Partito Comunista della provincia hanno agito in modo coordinato per proteggere i minori e trasferirli a cure mediche.

Il mezzo ufficialista ha insistito sul fatto che "la protezione dell'infanzia è un dovere dello Stato e di tutta la società", con un tono che mirava a presentare la risposta del regime come esemplare.

Tuttavia, la narrativa ufficiale contrasta con la realtà descritta dai testimoni, che affermano che le autorità locali hanno risposto solo dopo che il video è diventato virale.

Su internet, gli utenti hanno messo in discussione l'uso politico del caso, ricordando che la reazione dello stato è arrivata tardi e che senza la denuncia dei cittadini, i minori sarebbero rimasti ancora privi di protezione.

Le versioni diffuse da Las Cosas de Fernanda evidenziano che i tre bambini sono stati inizialmente assistiti da medici specialisti in ustioni e che uno di loro presentava lesioni "significative, sebbene non gravi".

I rapporti ufficiali evitano di dettagliare il grado delle ferite o lo stato psicologico dei minori, mentre l'indagine penale continua.

La nonna materna dei bambini, residente nel comune di Cruces, è stata contattata per assumere il loro affido, sebbene la commissione che supervisiona il caso abbia stabilito che non ci sarà alcuna consegna fino al termine del processo legale.

Secondo la Procura, il procedimento avviene “in stretto rispetto della legge”.

Il caso dei tre bambini di Cienfuegos ha riacceso il dibattito sull'inefficienza del sistema di protezione infantile a Cuba, dove l'intervento istituzionale tende ad arrivare in ritardo e le denunce dei cittadini sono le uniche a riuscire ad attivare risposte.

Mentre i minori si riprendono sotto la custodia dello Stato, il regime cerca di controllare il racconto e presentare la sua azione come una dimostrazione di “solidarietà rivoluzionaria”, nonostante l'orrore sia emerso solo grazie al coraggio di una vicina con un telefono cellulare.

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