Denunciano il deplorevole stato della strada di accesso alla scuola primaria a Santiago di Cuba



La strada è piena di pozzanghere, rifiuti, vegetazione secca e segnali di abbandono che rendono il terreno intransitabile, il tutto in mezzo all'epidemia che colpisce Santiago.

Bambino in cammino verso la sua scuola a Santiago di CubaFoto © Captura video di Facebook di Yosmany Mayeta Labrada

Una nuova denuncia espone, ancora una volta, l'abbandono istituzionale che subiscono intere comunità a Santiago di Cuba.

Questa volta, la voce che rompe il silenzio è quella di una madre del quartiere Antonio Maceo, che si è rivolta disperata al giornalista indipendente Yosmany Mayeta Labrada per avvertire del pericolo che affrontano quotidianamente gli studenti del semi-internato Julio Trigo López.

"Mi rivolgo a lei cercando supporto, perché non so più a chi altro rivolgermi," scrisse la donna, descrivendo uno scenario che i vicini sopportano da mesi.

L'unico accesso alla scuola è diventato un pantano maleodorante, pieno di buche, fango, acque stagnanti e un degrado così avanzato che camminare lì rappresenta un rischio sanitario e fisico per i bambini.

La madre ha condiviso un video che Mayeta ha diffuso su Facebook.

Nelle immagini -che riflettono un panorama che si ripete in altri quartieri della provincia- si osservano pozzanghere permanenti, terreni intransitabili e segni visibili di abbandono statale.

Per di più, il marciapiede è pieno di spazzatura e vegetazione secca, costringendo i minori a scendere in strada.

Tutto ciò avviene in un contesto di aumento delle malattie e delle epidemie che colpiscono Santiago di Cuba, dove lo stesso sistema sanitario ammette di essere sopraffatto.

Domande a cui il governo non risponde

Come sottolinea il giornalista, le famiglie si sentono derise di fronte a tanta contraddizione ufficiale: se lo Stato riconosce i focolai epidemici, come può permettere che i bambini entrino a scuola per un percorso degno di una zona di disastro?

"Com'è possibile che l'accesso a una scuola primaria sia in queste condizioni? Chi risponde di questi rischi? Perché questo percorso rimane invariato nonostante le lamentele della comunità?", si chiede Mayeta.

La situazione si aggrava perché, quando la madre ha cercato di esprimere la sua preoccupazione direttamente a scuola, non è nemmeno riuscita a sapere se la direttrice sarebbe stata presente quel giorno. L'assenza di un'autorità responsabile ha lasciato i genitori senza alcuna istanza concreta a cui rivolgersi.

È il ritratto perfetto del funzionamento istituzionale a Cuba: nessuno risponde, nessuno si assume responsabilità, nessuno risolve. La comunità denuncia, ma lo Stato guarda dall'altra parte.

La denuncia è urgente: bambini piccoli costretti a camminare ogni mattina su un terreno malsano, dove potrebbero scivolare, ammalarsi o subire incidenti.

Si tratta di un diritto fondamentale: che i minorenni possano arrivare nella loro scuola in sicurezza, qualcosa che il governo né garantisce né sembra considerare una priorità.

Esige una soluzione immediata

Mayeta ha amplificato l'appello di questa madre e di decine di famiglie che non osano denunciare, ma che soffrono la stessa situazione.

Esigono risposte concrete, non slogan vuoti né promesse che non vengono mai mantenute. Richiedono azioni da parte delle autorità, che continuano a rimanere in silenzio mentre i bambini pagano le conseguenze della negligenza statale.

"I bambini non possono continuare a pagare per la negligenza di coloro che dovrebbero proteggerli", concluse il giornalista.

Una frase che riassume, con dolorosa precisione, la realtà che vivono migliaia di famiglie cubane: un paese in cui lo Stato esige lealtà, ma non offre il minimo indispensabile per garantire dignità e sicurezza ai propri cittadini.

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Redazione di CiberCuba

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