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Il prigioniero politico cubano Leoncio Rodríguez Ponce, che ha trascorso 37 anni dietro le sbarre, è in pericolo di morte dopo aver iniziato uno sciopero della fame il 1° dicembre.
Secondo quanto denunciato dall'organizzazione Cubalex sulla sua pagina di Facebook, è stato trasferito in una cella di isolamento nella Prigione Provinciale di Holguín per ordine del capo dell'Ordine Interno del penale, come ritorsione per la sua protesta pacifica.
Rodríguez Ponce, di 60 anni, ha iniziato la sua azione in solidarietà con Yosvany Rosell García, che ha mantenuto la stessa misura per 40 giorni.
Ora il suo stato di salute è critico. Soffre di ipertensione, ulcere, malnutrizione severa, problemi renali e reumatismi, condizioni che lo rendono estremamente vulnerabile a uno sciopero della fame.
A dispetto di ciò, le autorità penitenziarie hanno sistematicamente negato l'assistenza medica di cui ha bisogno, prolungando la sua sofferenza e aumentando il rischio di conseguenze fatali.
Cubalex ha informato che Rodríguez Ponce, incarcerato dal 1988, è stato vittima di un modello sistematico di abusi: pestaggi, minacce, trasferimenti arbitrari tra diverse prigioni, negazione di benefici e fabbricazione di casi penali.
Attualmente, lo tengono lontano dalla sua famiglia a Guantánamo, rendendo difficili le visite e l'accesso a supporto vitale.
Durante la sua lunga detenzione, Rodríguez Ponce ha trascorso del tempo in prigioni a Boniato, Kilo 8, Villa Clara, Combinado del Este e Pinar del Río, con Holguín come sua destinazione più recente.
En Boniato ha subito una violenza che lo ha portato a tatuarsi la parola "cambio" sulla fronte come atto di resistenza, dopo di che la Sicurezza di Stato gli ha offerto la libertà condizionale in cambio di rimuoverlo, offerta che ha rifiutato e che ha portato a nuove ritorsioni.
Il caso di Rodríguez Ponce non è un fatto isolato: riflette il trattamento sistematico riservato ai prigionieri politici a Cuba, dove la mancanza di assistenza medica e le condizioni disumane delle carceri diventano strumenti di repressione.
Organizzazioni come Cubalex esigono che il regime garantisca la vita e la salute di Rodríguez Ponce, così come il rispetto dei suoi diritti fondamentali.
Il prigioniero politico ha anche messo in discussione pubblicamente, in lettere inviate all'Unione Europea, l'ipocrisia degli organismi internazionali che criticano l'embargo statunitense ma non fanno pressione sul governo cubano per le violazioni dei diritti umani all'interno dell'Isola.
Rodríguez Ponce ha messo in discussione direttamente la mancanza di coerenza della politica europea e la scarsa attenzione alla situazione dei prigionieri politici a Cuba, evidenziando che la sua lotta trascende le mura del carcere.
La situazione di Leoncio Rodríguez Ponce richiede un'attenzione immediata e rappresenta un campanello d'allarme sulle condizioni estreme a cui è sottoposta la dissidenza a Cuba.
La comunità internazionale, le organizzazioni per i diritti umani e i cittadini hanno un ruolo cruciale nel rendere visibile il loro caso e nel richiedere al regime cubano di fermare le ritorsioni e garantire la vita e la dignità dei prigionieri politici.
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