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Il governo degli Stati Uniti ha avvertito riguardo a un video falso che circola sui social media e promette un presunto “Nuovo Programma di Rifugio” per i migranti di Cuba, Nicaragua, Venezuela e Haiti.
Il contenuto, condiviso su piattaforme come Facebook, TikTok e WhatsApp, afferma anche falsamente che il presidente Donald Trump ha firmato un'ordinanza esecutiva per concedere visti di lavoro ai partner dei migranti, presentandolo come un beneficio immediato.
Le autorità hanno smentito l'informazione. Attraverso l'account su X Migración USA Oficial il governo statunitense ha chiarito che "non esiste alcun programma né ordine esecutivo con tali caratteristiche".
Inoltre, le autorità migratorie hanno chiesto agli utenti di verificare sempre con fonti governative ufficiali prima di condividere o credere a pubblicazioni di origine dubbia.
“Circola sui social un video che annuncia un presunto ‘Nuovo Programma di Rifugio’ (...). Nulla di tutto ciò è vero”, ha pubblicato l'ente.
Il video falso ha generato confusione tra le comunità migranti, soprattutto quelle cubane e venezuelane, che affrontano lunghe attese e limitazioni per regolarizzare il loro status negli Stati Uniti.
Le autorità hanno ricordato che l'unica informazione valida sui procedimenti migratori è disponibile nel portale ufficiale www.uscis.gov, e hanno avvertito che coloro che partecipano a frodi digitali potrebbero essere vittime di furto di denaro o di identità.
Trump ordina di riesaminare tutti i rifugiati ammessi durante il governo di Biden
Il direttore del Servizio di Cittadinanza e Immigrazione (USCIS), Joseph Edlow, ha firmato un memorandum che istruisce di rintervistare i rifugiati ammessi tra il 2021 e il 2025 e sospendere le approvazioni delle green cards per quel gruppo, citando una mancanza di revisione dettagliata nel processo precedente.
Le organizzazioni umanitarie hanno qualificato la misura come "crudele e non necessaria", avvertendo che potrebbe privare di status legale migliaia di rifugiati, molti dei quali provengono da zone di guerra o persecuzione politica.
La Casa Bianca ha difeso la decisione come parte dell'impegno di Trump di “ripristinare il controllo del sistema migratorio e proteggere la sicurezza nazionale”.
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