Il Vietnam dona quattro parchi solari fotovoltaici a Cuba

Le strutture contribuiranno complessivamente con 80 megawatt (MW) al sistema elettrico nazionale.

Parco solare fotovoltaico a Cuba (Immagine di riferimento)Foto © Facebook / Unión Eléctrica UNE

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Il Governo del Vietnam ha donato a Cuba quattro parchi solari fotovoltaici destinati ad ampliare la generazione di elettricità nella provincia di Mayabeque, secondo quanto riferito dalla Società Elettrica locale.

Le strutture, che porteranno il nome di Vista Alegre, El Jobo, El Fénix ed El Comino, contribuiranno insieme con 80 megawatt (MW) al sistema elettrico nazionale.

Di questa capacità, 10 MW saranno di energia accumulata grazie all'inserimento di sistemi moderni di stoccaggio, una tecnologia che permetterà di conservare elettricità per soddisfare picchi di domanda o momenti di bassa irradiazione solare.

Le aree dove sorgeranno i parchi sono attualmente in fase di disboscamento e preparazione del terreno, un passo iniziale prima del montaggio strutturale e dell'installazione dei pannelli.

Le autorità energetiche di Mayabeque hanno sottolineato che il progetto rappresenta un "passo significativo" nell'espansione delle energie rinnovabili e contribuirà alla stabilità del servizio elettrico nella regione e nel resto del paese.

Captura di Facebook / Azienda Elettrica Mayabeque

Una donazione necessaria in un sistema in collasso

La consegna vietnamita avviene in un contesto particolarmente critico per l'Isola, che affronta blackout quasi costanti, deficit di generazione superiori a 1.500 MW giornalieri e una rete elettrica sull'orlo del collasso.

Nonostante gli sforzi di propaganda del governo che presenta ogni inaugurazione come un trionfo, la realtà per la popolazione è un sistema incapace di garantire elettricità per gran parte della giornata, influenzando l'accesso all'acqua, la conservazione degli alimenti e la vita quotidiana.

Il progetto donato dal Vietnam si aggiunge all'apertura, avvenuta la scorsa settimana, di sette parchi solari costruiti a Cuba con finanziamenti dalla Cina.

Quei sistemi, che fanno parte di un programma da 35 MW, sono stati collegati alla rete elettrica nazionale durante un evento alla presenza del governante Miguel Díaz-Canel.

Secondo l'ambasciatore cinese Hua Xin, questi parchi consentiranno di risparmiare circa 18.000 tonnellate di combustibile all'anno.

Tuttavia, anche con queste nuove aggiunte, l'impatto sul grave deficit energetico rimane minimo rispetto all'entità della crisi.

Dipendenza estera e propaganda energetica

Sia i progetti cinesi che quelli vietnamiti sono stati presentati con entusiasmo dall'ufficialità cubana, che li espone come esempi di cooperazione e "resistenza".

Ma l'emergenza energetica è giunta al punto attuale non per mancanza di aiuti internazionali, bensì per anni di inefficienza, mancanza di investimenti nazionali e abbandono della manutenzione nelle centrali termoelettriche, nelle reti di distribuzione e nelle sottostazioni.

Le donazioni, per quanto preziose, sono soltanto palliativi per un sistema che continua a dipendere quasi totalmente dal petrolio importato, con impianti obsoleti e un'infrastruttura incapace di sfruttare in modo efficiente le energie rinnovabili.

Nel frattempo, la popolazione continua a subire blackout che in molte zone superano le 20 ore al giorno.

Anche dopo il passaggio dell'uragano Melissa, il governo ha celebrato che i parchi fotovoltaici hanno subito "minime affezioni", sebbene questo dato risulti irrilevante per i cittadini che sono rimasti per giorni senza elettricità, acqua o comunicazioni.

Invece di proporre soluzioni strutturali, la propaganda ufficiale pubblica immagini di pannelli "intatti", ma omette il deterioramento cronico del resto del sistema, sostenuto da improvvisazioni e materiali riciclati.

Un cerotto in più su una rete in rovina

I parchi solari donati dal Vietnam rappresentano un progresso, ma non risolvono il problema di fondo. Forniranno energia parziale a una struttura collassata, che richiede investimenti massivi, pianificazione reale e trasparenza, non solo annunci celebrativi.

Senza una politica energetica seria ed efficiente, Cuba continuerà a dipendere da alleati stranieri per ottenere l'elettricità di base che uno Stato dovrebbe garantire per sé stesso.

La donazione vietnamita è un gesto di cooperazione; il crollo elettrico cubano, al contrario, è il risultato di decenni di negligenza.

E mentre il governo si compiace per ogni nuova installazione solare, le abitazioni continuano a essere al buio, sperando che il prossimo "risultato" illumini qualcosa di più dei discorsi ufficiali.

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Redazione di CiberCuba

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