Il regime cubano ha annunciato questo venerdì che “crea le condizioni” per stabilire un mercato valutario ufficiale “ordinato, trasparente e funzionale”, nel contesto di un'escalation di attacchi istituzionali contro il mezzo indipendente El Toque, accusato di manipolare il tasso informale del dollaro a Cuba.
L'annuncio, pubblicato in Granma con il titolo “La Banca Centrale crea le condizioni per stabilire un mercato dei cambi ufficiale”, cerca di presentare la misura come un “passo verso la stabilizzazione macroeconomica”, dopo aver riconosciuto i “progressi fiscali” del governo.
Tuttavia, il contesto politico ed economico mostra che la nuova promessa si colloca all'interno di una campagna statale di discredito contro El Toque e la sua Tasa Rappresentativa del Mercato Informale (TRMI), uno strumento che milioni di cubani utilizzano come riferimento in assenza di un mercato dei cambi reale.
Attacchi coordinati dalla cima del potere
Il testo di Granma ha ripetuto la narrazione ufficiale che nelle ultime settimane è stata sostenuta da figure del regime come Miguel Díaz-Canel, Humberto López e la Banca Centrale di Cuba (BCC), i quali hanno accusato il mezzo indipendente di “aggressione alla sovranità finanziaria” del paese tramite “indicatori distorti”.
Secondo le dichiarazioni del deputato Ian Pedro Carbonell Karell, direttore delle Politiche Macroeconomiche del BCC, El Toque “misura un mercato opaco e inefficiente” e il suo tasso “non può essere considerato valido per segnare l'equilibrio nell'economia”.
Carbonell Karell ha sostenuto che lo Stato “riprende il controllo sovrano” del tasso di cambio e prepara “condizioni tecnologiche e normative” per instaurare un sistema ufficiale.
La postura ufficialista ha definito come “grossolana manipolazione” la metodologia del mezzo indipendente e ha assicurato che il nuovo mercato ufficiale sarà il “pezzo chiave delle trasformazioni economiche” all'interno del modello socialista cubano.
Una promessa ripetuta dal 2022
Questa non è la prima volta che la Banca Centrale promette un mercato "ordinato e trasparente".
Nel agosto del 2022, l'ente ha lanciato un tasso ufficiale di 1 USD = 120 CUP, presentato come una "strategia di equilibrio", ma che è rapidamente fallita a causa della mancanza di liquidità e del controllo statale.
Nel 2023 e 2024, il governo ha nuovamente promesso l'apertura di un mercato valutario funzionale e ha riconosciuto i difetti della bancarizzazione e dell'ordinamento monetario, senza però offrire soluzioni efficaci.
I cubani, sempre più scettici, hanno risposto sui social media con ironia e frustrazione. “L'unica cosa che devono cambiare è il sistema che non funziona”, ha scritto un utente su Facebook, in un post di CiberCuba che ha raccolto centinaia di commenti dopo il nuovo riconoscimento del fallimento economico.
Senza dettagli tecnici né piano economico visibile
Aunque el artículo di Granma parla di “creare le condizioni” per un mercato cambiario “ordinato e trasparente”, non offre alcuna spiegazione tecnica né misura concreta che sostenga l'annuncio.
Non vengono menzionate date, meccanismi operativi né fonti di valuta che supportino il nuovo tasso di cambio. Non si spiega nemmeno se i cittadini o le imprese potranno acquistare o vendere liberamente dollari, né se lo Stato interverrà direttamente nel mercato.
Il unico portavoce citato, il deputato e funzionario della Banca Centrale Ian Pedro Carbonell Karell, si è limitato a discreditare la metodologia di El Toque, definendo il suo tasso come “non valido” per basarsi su un “mercato opaco”.
Tuttavia, il funzionario non ha specificato quale metodologia utilizzerà il governo per stabilire il tasso ufficiale né come verrà garantita la sua trasparenza o sostenibilità.
Il testo non offre neppure dati verificabili riguardo ai presunti "progressi fiscali" che permetterebbero di attuare la misura.
Al contrario, economisti e analisti evidenziano che Cuba non dispone di liquidità in valute straniere, che le riserve internazionali sono minime e che la fiducia nel peso cubano è completamente erosa dopo i molteplici fallimenti della Banca Centrale, come il tasso ufficiale di 120 CUP per dollaro nel 2022 o il fallimento della bancarizzazione nel 2023–2024.
In definitiva, l'annuncio sembra rispondere più a una necessità politica —mostrare iniziativa e deviare l'attenzione dalla crisi— che a una reale strategia economica.
Nel frattempo, il mercato informale continua a essere l'unico spazio funzionale di riferimento per il cambio valutario sull'isola, sostenuto dall'offerta e dalla domanda di valute al di fuori del controllo statale.
Esperti e società civile: “El Toque non fissa il dollaro, riflette solo la realtà”
Economisti indipendenti e giornalisti del media El Toque hanno ribadito che il loro tasso non fissa né manipola il valore del dollaro, ma riflette i prezzi reali del mercato informale, uno spazio che esiste proprio per l'inesistenza di un mercato valutario statale funzionale.
Lo stesso mezzo ha denunciato che le accuse di “terrorismo finanziario” e “manipolazione speculativa” fanno parte di una campagna di persecuzione coordinata dalla Sicurezza dello Stato, con la partecipazione di portavoce e media ufficiali.
“Pubblicare informazioni verificate sul mercato informale non è terrorismo finanziario, è un servizio pubblico,” ha risposto recentemente la redazione di El Toque.
Realtà economica vs. propaganda
Nonostante il discorso sulla “stabilizzazione macroeconomica”, il paese continua a essere immerso in una crisi profonda: inflazione incontrollata, salari ridotti a zero, carenze croniche e un'emigrazione di massa senza precedenti.
La tassa informale del dollaro ha recentemente superato i 400 CUP e continua a essere l'unico riferimento credibile per cittadini e imprese.
L'annuncio della Banca Centrale, più che una misura tecnica, sembra essere una manovra politica per distrarre l'attenzione e riaffermare il controllo narrativo del regime sull'economia.
Nel frattempo, i cittadini continuano a non fidarsi delle istituzioni finanziarie dello Stato e a cercare alternative al di fuori del sistema ufficiale.
Conclusione
La nuova promessa di "mercato cambiario ufficiale" arriva nel momento di maggiore discredito economico del regime da anni.
Lungi dall'estabilizzare la moneta o recuperare la fiducia pubblica, il regime cubano tenta di incolpare un mezzo indipendente del collasso che la sua stessa politica ha provocato.
E mentre la Banca Centrale parla di “trasparenza”, i cubani continuano a comprare dollari su Telegram.
Archiviato in:
