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Due settimane dopo il devastante passaggio dell'uragano Melissa nel Oriente di Cuba, la provincia di Santiago di Cuba ha appena riuscito a ripristinare il 34,01 % del servizio elettrico, secondo i dati ufficiali del Ministero dell'Energia e delle Miniere.
La informazione, pubblicata su social media X, riflette la situazione critica che vive ancora una delle zone più colpite dal fenomeno, mentre altre province orientali avanzano con maggiore rapidità nella ripresa: Las Tunas (100 %), Holguín (81,66 %), Granma (78,24 %) e Guantánamo (96,88 %).
Nonostante gli sforzi dichiarati dalle autorità, migliaia di famiglie santiagueras continuano a essere senza elettricità, acqua e refrigerazione, in mezzo a temperature estreme e scarsità di cibo.
Colapsare energetico nazionale
Il reporto giornaliero dell'Unión Eléctrica (UNE) relativo all'11 novembre 2025 conferma che il paese ha continuato a essere colpito per 24 ore domenica e per tutta la notte di lunedì, con un massimo di 1.542 megawatt (MW) alle ore 19:00.
Unione Elettrica UNE
In aggiunta, 250 MW restano fuori servizio nelle province di Las Tunas a Guantánamo, a causa dei danni provocati dall'uragano Melissa.
Nel frattempo, la generazione dei 26 parchi solari fotovoltaici, da Occidente a Holguín, ha prodotto 2.235 MWh, con una potenza massima di solo 384 MW, cifra insufficiente per alleviare il collasso energetico nazionale.
Un sistema in rovina
Alle 06:00 di lunedì mattina, la disponibilità del SEN era di 1.470 MW, rispetto a una domanda di 2.156 MW, lasciando 704 MW colpiti da un deficit di generazione.
Le principali centrali termoelettriche del paese continuano a essere fuori servizio, parzialmente o totalmente
Antonio Maceo (Santiago di Cuba) – Unità 5 e 6 guaste
Felton (Holguín) – Unità 2 fuori servizio
Nuevitas (Camagüey) – Unità 5 guasta
Guiteras (Matanzas), Santa Cruz (Mayabeque) e Céspedes (Cienfuegos) in manutenzione
Inoltre, 81 centrali di generazione distribuita sono ferme per mancanza di combustibile, con 651 MW fuori servizio e altri 106 MW non disponibili a causa della carenza di lubrificanti. In totale, si perdono 757 MW per mancanza di forniture di base.
Pronostico desolante per l'orario di punta
La UNE prevede l'ingresso di soli 20 MW aggiuntivi provenienti dalla turbina a vapore di Energás Varadero, una cifra irrisoria rispetto alla domanda stimata di 2.950 MW.
Con ciò, la disponibilità durante le ore di punta sarà di 1.490 MW, il che implica un deficit di 1.460 MW e una previsione di afflizioni di fino a 1.530 MW in tutto il paese.
Santiago, la provincia più colpita
Sebbene l'uragano Melissa abbia colpito duramente l'oriente cubano, Santiago di Cuba è in cima alla lista dei territori più colpiti dai blackout prolungati, con interi quartieri senza servizio per più di dieci giorni consecutivi.
Le autorità locali riconoscono la gravità della situazione, ma non offrono scadenze concrete per il ripristino totale. Sui social media, i cittadini denunciano la mancanza di attrezzature, la lentezza nelle riparazioni e l'assenza di informazioni ufficiali trasparenti.
La combinazione di guasti strutturali, scarsità di carburante e una rete elettrica obsoleta tiene il paese immerso in costanti black-out, ormai diventati parte della vita quotidiana di milioni di cubani.
Una crisi che non dà tregua
A più di due settimane dal passaggio dell'uragano Melissa, Cuba continua a fronteggiare una crisi elettrica generalizzata che il regime tenta di minimizzare con rapporti tecnici e promesse di "recupero graduale".
Ma a Santiago di Cuba —storicamente una delle città più resistenti e combattive del paese—, l'oscurità continua a essere la norma, e con essa, il riflesso più crudo del collasso del sistema energetico cubano.
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