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Il regime cubano accederà a 11 milioni di dollari di aiuti umanitari mobilitati dall'ONU, come parte di un Piano d'Azione presentato per affrontare l'emergenza lasciata dall'uragano Melissa sull'isola.
L'annuncio è stato effettuato dal Ministero del Commercio Estero e degli Investimenti Stranieri (MINCEX), che ha informato sui suoi social media che le risorse sono già in fase di gestione da parte delle agenzie del sistema delle Nazioni Unite che operano a Cuba, tra cui l'OPS, l'UNICEF, il PNUD, il PMA e l'UNFPA.
De acordo con la pubblicazione ufficiale, il piano prevede di mobilitare un totale di 74 milioni di dollari in assistenza immediata, destinata a più di un milione di persone colpite, specialmente nelle province orientali di Santiago di Cuba, Granma, Holguín e Guantánamo.
Il comunicato del MINCEX ha sottolineato che sono già stati ricevuti i primi risorse aggiuntive a quelle preposizionate dalle agenzie internazionali, e che nei prossimi giorni arriveranno nuovi carichi con forniture di emergenza.
Secondo il piano delle Nazioni Unite, i fondi sono destinati a garantire cibo, medicine, acqua potabile, energia e rifugi temporanei, oltre a sostenere la riabilitazione dei servizi di base nelle zone colpite dalle inondazioni e dalla perdita di abitazioni.
Durante le ultime settimane, l'ONU e le sue agenzie hanno guidato, nell'oriente cubano, la distribuzione di cibo, articoli di prima necessità e sistemi solari fotovoltaici, così come l'installazione di magazzini mobili per garantire lo stoccaggio delle forniture a Granma e Santiago di Cuba.
L'Organizzazione Panamericana della Salute (OPS) e il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA) hanno partecipato anche all'invio di medicinali, mentre il Programma Alimentare Mondiale (PMA) continua a distribuire riso, piselli e olio nei centri di protezione attivati per l'emergenza.
Anche se il Governo cubano cerca di presentare queste azioni come parte di una “coordinazione nazionale”, la realtà mostra che l'ONU e la cooperazione internazionale hanno assunto la maggior parte della risposta umanitaria, di fronte alla mancanza di risorse e all'inefficienza dell'apparato statale.
Con questo nuovo disegno di legge, il regime cerca di supplire all'assenza di finanziamenti interni e all'incapacità logistica del sistema statale, in un contesto di crisi economica, carenza di beni e deterioramento delle infrastrutture pubbliche.
Nel frattempo, l'aiuto internazionale continua ad arrivare via aerea e marittima nel paese, gestito direttamente dalle agenzie delle Nazioni Unite, che agiscono come principale sostegno di fronte all'emergenza che il Governo cubano non riesce a affrontare da solo.
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