Gli Stati Uniti potrebbero negare visti a immigrati con diabete o obesità sotto nuove regole di "carico pubblico"

Le nuove regole sulla "carica pubblica" degli Stati Uniti potrebbero negare visti agli immigrati con malattie croniche come il diabete e l'obesità, valutando se rappresentano un costo elevato per il paese.

Visto per gli Stati Uniti, immagine di riferimentoFoto © CiberCuba / Sora

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La amministrazione degli Stati Uniti ha emesso una direttiva che istruisce i funzionari consolari a negare i visti ai richiedenti con determinate condizioni mediche croniche —tra cui diabete o obesità— se, a giudizio degli valutatori, tali condizioni potrebbero renderli una “carica pubblica” per il paese.

Il documento, inviato tramite cavo dal Dipartimento di Stato a ambasciate e consolati e revisionato da KFF Health News, una redazione nazionale che produce reportage investigativi su argomenti di salute, amplia l'importanza dello stato di salute nell'idoneità migratoria e potrebbe influenzare soprattutto coloro che cercano di ottenere la residenza permanente negli Stati Uniti.

Aunque los esami medici fanno parte del processo da anni —includono l'esclusione della tubercolosi, la revisione dei programmi di vaccinazione e i precedenti di consumo di droghe o alcol—, esperti avvertono che la nuova guida amplia in modo drastico l'elenco delle malattie da considerare e conferisce maggiore discrezionalità agli ufficiali delle visti.

Il documento menziona esplicitamente malattie cardiovascolari e respiratorie, cancro, diabete, disturbi metabolici e neurologici, e problemi di salute mentale, oltre all' obesità per le sue complicazioni associate (asma, apnea del sonno, ipertensione), come fattori che possono richiedere cure “costose e prolungate”.

La istruzione richiede di determinare se il richiedente ha risorse finanziarie sufficienti per sostenere l'assistenza "per tutta la durata della sua vita" senza ricorrere a sussidi pubblici o a istituzionalizzazione a carico del governo.

Anche orienta a valutare la salute dei soggetti dipendenti (figli o genitori anziani) e se le loro necessità potrebbero impedire al richiedente di mantenere un'occupazione.

Per gli analisti legali, questo linguaggio è in contrasto con il Foreign Affairs Manual —manuale operativo dello stesso Dipartimento di Stato—, che proibisce di negare visti sulla base di scenari ipotetici.

"Il documento incoraggia i funzionari a trarre le proprie conclusioni su eventuali emergenze o spese mediche future", ha avvertito Charles Wheeler, avvocato principale della Rete Cattolica di Assistenza Legale per l'Immigrazione, mettendo in discussione il fatto che decisori privi di formazione medica possano proiettare costi o rischi sulla base di pregiudizi o congetture.

Nella stessa linea, Sophia Genovese, avvocato specializzato in immigrazione dell'Università di Georgetown, ha sottolineato che la guida spinge a speculare sul costo dell'assistenza e sull'occupabilità dei richiedenti in base alla loro storia clinica.

“Se questo cambiamento entrerà in vigore immediatamente, causerà una moltitudine di problemi quando le persone si presenteranno alle loro interviste consolari”, ha detto.

Il documento contestualizza la misura nella strategia del governo di inasprire la politica migratoria attraverso arresti, divieti ai rifugiati e riduzione dei posti di ammissione, e sottolinea l'entità del fenomeno: circa il 10 % della popolazione mondiale soffre di diabete e le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte globale, patologie che — secondo il comunicato — possono comportare spese per cure per centinaia di migliaia di dollari nel corso della vita.

Con questo sfondo, lo stato di salute diventa un elemento centrale nella decisione consolare, al di là delle consuete verifiche cliniche e dei requisiti di vaccinazione.

De applicarsi così come è redatta, la guida aumenta il rischio di diniego per i richiedenti con malattie croniche o con familiari a carico con esigenze speciali, anche quando soddisfano i requisiti medici tradizionali del processo migratorio.

L'assenza di commenti ufficiali da parte del Dipartimento di Stato al termine del rapporto alimenta l'incertezza riguardo l'ambito, il calendario e i criteri di attuazione di un cambiamento che, secondo gli esperti, potrebbe rimodellare la porta d'ingresso negli Stati Uniti per migliaia di persone con condizioni di salute comuni ma gestibili.

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