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Il sistema bancario cubano ha attivato questo martedì conti speciali per ricevere donazioni destinate alla ripresa dopo il passaggio del uragano Melissa, che minaccia le province orientali.
In un grafico pubblicato dalla Banca di Credito e Commercio (BANDEC) compare il conto in pesos cubani (CUP) destinato a “dannificati dall'uragano Melissa”: 0699983004299919.
I mezzi ufficiali segnalano che i fondi saranno prioritariamente destinati alla riabilitazione delle abitazioni, al ripristino dei servizi di base e all'assistenza delle famiglie più colpite nell'est del paese.
La convocazione ufficiale, pubblicata prima che il ciclone raggiungesse il territorio cubano, ha generato una reazione immediata e per lo più critica tra gli utenti sui social media.
Molti esprimono sfiducia sul fatto che le donazioni raggiungano le famiglie; preferiscono che l'assistenza venga fornita "direttamente al popolo" o che si consenta l'arrivo di materiali da costruzione senza ostacoli burocratici né dazi. Altri hanno ricordato disastri precedenti e hanno affermato di aver visto promesse di riparazione che non sono mai state mantenute.
“È meglio portare gli aiuti direttamente alle famiglie”, è stata una delle richieste più ripetute, accompagnata dalla richiesta che le organizzazioni indipendenti e i donatori stranieri possano collaborare senza le stesse “barriere burocratiche” denunciate in emergenze precedenti.
Vario commenti mettono anche in dubbio il fatto che ci siano già conti aperti prima dell'impatto, e alcuni chiedono che siano proprio le autorità e i dirigenti a essere i primi a contribuire.
In parallelo alle richieste di aiuto attraverso il sistema bancario statale, ci sono proposte concrete da parte dei cittadini, come permettere importazioni via mare di materiali per la costruzione esenti da dazi e in quantità sufficienti; abilitare vie di consegna diretta delle donazioni; e creare meccanismi di trasparenza che consentano di tracciare come e dove vengono utilizzati i fondi raccolti.
Le organizzazioni della società civile e i volontari indipendenti sono stati citati dagli utenti come canali di fiducia per far arrivare gli aiuti. Allo stesso modo, ci sono coloro che propongono che gli "influencer" o le reti di cittadini attivi nell'isola agiscano come ponte per la distribuzione.
Diversi messaggi hanno anche richiesto di evitare che si ripetano situazioni in cui le donazioni finiscono per essere rivendute o soggette a costi prima di arrivare nelle mani di chi ne ha bisogno.
Dal punto di vista istituzionale, i conti bancari possono facilitare la ricezione di risorse monetarie da cubani all'estero e da enti che preferiscono trasferimenti elettronici piuttosto che inviare merci.
Tuttavia, il divario tra questa via formale e la percezione dei cittadini — caratterizzata dallo scetticismo riguardo alla gestione statale delle risorse — rappresenta una sfida operativa e politica, che non gode di garanzie pubbliche di trasparenza e meccanismi credibili di rendicontazione, per cui una parte significativa della popolazione opterà per vie parallele per offrire aiuto.
Cosa può aiutare a colmare quella lacuna:
- Pubblicare immediatamente rapporti pubblici e dettagliati sulla gestione dei fondi raccolti (destinazione, importi, beneficiari).
- Permettere e facilitare l'arrivo di aiuti indipendenti e l'importazione di materiali senza dazi per la riabilitazione.
- Abilitare canali alternativi e verificati per donazioni dirette a comunità e organizzazioni locali riconosciute per il loro lavoro sul campo.
- Creare commissioni miste (stato-società civile) per supervisionare la distribuzione nelle province più colpite.
Si andrà a donare: verifichi il conto nelle comunicazioni ufficiali della banca o del governo, preferisca canali con ricevute e richieda prove di consegna o elenchi pubblici dei beneficiari. Molti cittadini preferiscono donare di persona o attraverso reti di fiducia; altri si aspettano che lo Stato dimostri con i fatti che l'aiuto non sarà dirottato.
L'uragano Melissa non ha ancora completato il suo percorso, ma il dibattito che si svolge sui social anticipa un altro fronte dell'emergenza in cui si combatte la battaglia per la fiducia.
In situazioni di emergenza come questa, la rapidità è fondamentale, ma senza trasparenza l'aiuto rischia di non raggiungere coloro che ne hanno più bisogno. Qualsiasi contributo, dall'interno o dall'esterno di Cuba, sarà prezioso se accompagnato da garanzie chiare su come e a chi verrà fornito.
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