Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha protagonista giovedì un nuovo episodio del suo particolare approccio all'inglese durante la giuramentazione della Commissione Promotora per la Costituente della Classe Operaia, tenutasi nel Complesso Parque Central di Caracas.
Non alla guerra, sì alla pace, per sempre, per sempre, per sempre, pace per sempre, non alla guerra folle, disse il mandatario davanti ai presenti, nel tentativo di riaffermare il suo messaggio di “pace mondiale”. Subito dopo, e consapevole della confusione provocata dal suo inglese, tradusse lui stesso quanto appena detto: “No alla guerra folle”.
Ma non si è fermato qui. Maduro ha continuato con la sua peculiare improvvisazione linguistica: “Per favore! pace, pace per sempre, vittoria per sempre, la pace”, per poi spiegare: “Questo si chiama linguaggio tarsaniato. Se si traducesse in spagnolo alla maniera di Tarzán sarebbe: niente guerra, non volere guerra, no alla guerra dei pazzi, sì pace, sì pace per sempre”.
Il leader chavista, che appena una settimana fa ha utilizzato il suo “inglese bolivariano” per rispondere a Trump dopo l’autorizzazione della CIA a operare in Venezuela, ha colto l’occasione per proclamarsi ancora una volta come “il presidente operaio” e “il popolo empowered”.
“Soy il primo Presidente Operaio di questa grande storia dell’America Latina e dei Caraibi”, ha affermato, mentre lanciava un appello a rifondare il movimento sindacale venezuelano sotto il progetto del Socialismo Bolivariano del XXI secolo e il Piano delle 7 Trasformazioni.
Il discorso, trasmesso in diretta nazionale, ha combinato i consueti toni messianici di Maduro con un inglese improvvisato che, più che diplomatico, sembrava estrapolato da un film di Tarzan.
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