Gli Stati Uniti deportano immigrati con precedenti che ricevevano benefici di Medicaid

La Casa Blanca ha condiviso sui social immagini di immigrati deportati che ricevevano Medicaid, sottolineando la loro lotta per dare priorità ai cittadini americani.

Medicaid e agente dell'ICE (Immagini di riferimento)Foto © Wikipedia e Facebook / ICE

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La Casa Bianca ha pubblicato questo lunedì un thread sul suo account ufficiale di X (ex Twitter) mostrando fotografie di dieci immigrati con precedenti penali che, secondo il governo, ricevevano benefici dal programma sanitario pubblico Medicaid prima di essere espulsi. Nessuno dei casi mostrati riguarda cittadini cubani.

Nelle immagini, condivise sotto il messaggio “DEPORTED” (“Deportato”), sono incluse schede di polizia di persone originarie di Messico, Guatemala, El Salvador e Laos, accusate di reati gravi come omicidio, violenza sessuale, rapimento, possesso illegale di armi e furto. I manifesti, incorniciati con il sigillo ufficiale della Casa Bianca, portano la leggenda “Received Medicaid” (“Ricevette Medicaid”) su ogni ritratto.

Nel testo che accompagna il thread, la Casa Bianca ha affermato che "gli immigrati illegali criminali stanno ricevendo Medicaid finanziato dai contribuenti" e che "il presidente Trump e i repubblicani stanno lottando per garantire che i fondi pubblici diano priorità ai cittadini statunitensi".

La pubblicazione, che supera il milione di visualizzazioni, si inserisce in una politica di inasprimento migratorio del governo di Donald Trump, che negli ultimi mesi ha collegato la gestione dei programmi sociali con la persecuzione degli immigrati privi di documenti.

Le deportazioni avvengono in un contesto in cui il Servizio di Immigrazione e Controllo delle Dogane (ICE) può accedere a informazioni personali degli iscritti al programma Medicaid, come parte di un accordo interistituzionale con i Centri di Servizi per Medicare e Medicaid (CMS) e il Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS), che autorizza l'uso di dati sensibili per tracciare persone straniere senza status legale.

Il patto consente a ICE di accedere a nomi, indirizzi, date di nascita e numeri di previdenza sociale dei beneficiari, suscitando critiche da parte di esperti e difensori dei diritti civili, i quali ritengono che la misura trasformi l'assistenza sanitaria in uno strumento di sorveglianza e deportazione.

Chiusura del governo e disputa politica

Il inasprimento migratorio avviene in parallelo alla chiusura del governo federale decretata il 1 ottobre, a seguito del fallimento del Congresso nell'approvare un piano di finanziamento temporaneo. La paralisi amministrativa colpisce il rinnovo dei benefici sanitari e la gestione di programmi come Medicaid, che continua a funzionare parzialmente nonostante i tagli.

Desde l'inizio della pausa, la Casa Bianca ha accusato pubblicamente i democratici della chiusura, accusandoli di “chiudere il governo per finanziare l'assistenza sanitaria gratuita per gli illegali”. Il vice presidente J. D. Vance ha rafforzato questa narrativa affermando che l'opposizione “prende in ostaggio” l'amministrazione federale per costringere a concessioni in materia di sussidi sanitari.

Sin embargo, un'analisi di CNN segnala che le affermazioni repubblicane sulla copertura sanitaria per gli immigrati irregolari sono fuorvianti. Le modifiche proposte dai democratici alla Legge per la Previdenza Sanitaria Accessibile (Obamacare) non includono copertura per le persone senza status legale, che per legge non sono e non sarebbero idonee per Medicaid. Solo una frazione minima della spesa federale è destinata all'assistenza di emergenza obbligatoria sotto la legge EMTALA, approvata durante il governo di Ronald Reagan.

Minacce contro i programmi sociali

Due settimane dopo la chiusura, Trump ha minacciato di eliminare i programmi di aiuto pubblico se il Congresso non approverà il suo piano di spesa. “I democratici stanno venendo distrutti dalla chiusura. Stiamo chiudendo i loro programmi e non torneranno mai più”, ha dichiarato il presidente dalla Casa Bianca.

L'avvertimento è stato interpretato come un tentativo di pressione sul Congresso, ma anche come un segnale che l'Esecutivo potrebbe intensificare i tagli ai programmi sociali, tra cui Medicaid, da cui dipendono milioni di famiglie a basso reddito.

Nel frattempo, il blocco del governo, che dura da oltre tre settimane, non mostra segni di risoluzione. I repubblicani mantengono il loro rifiuto di negoziare i sussidi per la salute, mentre i democratici chiedono la loro estensione per evitare un aumento dei premi dell'Obamacare e preservare la copertura di milioni di americani.

Un'offensiva coordinata

La sequenza di decisioni —dall'accesso di ICE ai dati medici fino alle deportazioni e alle minacce di tagli— suggerisce un'offensiva coordinata del governo per collegare il controllo migratorio con la politica sociale.

Mentre la Casa Bianca presenta le deportazioni come un atto di giustizia fiscale, organizzazioni civili avvertono che queste misure potrebbero generare un effetto paralizzante nelle comunità di immigrati, dove molte persone potrebbero smettere di andare dal medico per paura di essere rintracciate.

Il messaggio politico, in piena crisi di bilancio, è chiaro: Trump inasprisce la sua narrazione di “dare priorità agli americani” mentre utilizza la chiusura del governo e i programmi sanitari come strumenti di pressione e di controllo migratorio.

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