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Il regime cubano ha cercato di sminuire l'importanza della protesta guidata dai residenti di Baire, nel comune santiaguero di Contramaestre, dichiarando che si è trattato di un "scambio" tra le autorità locali e la popolazione colpita dai blackout.
Al riguardo, la pagina ufficiale Héroes del Moncada ha pubblicato questo venerdì una nota sul suo profilo di Facebook, attraverso la quale ha tentato di minimizzare il fatto avvenuto ieri sera nella località di Baire, dove diversi abitanti sono scesi in strada per mostrare il loro malcontento per i blackout, la scarsità di cibo e la mancanza di acqua potabile che colpiscono la popolazione orientale da settimane.
Asimismo, le persone sono scese in strada a chiedere libertà, mentre si sono ascoltate espressioni contro il governo come "¡Abajo Díaz-Canel!".
Secondo la versione diffusa dai media del regime, “le massime autorità locali sono intervenute e hanno risposto alle domande del popolo”.
Hanno inoltre sostenuto ed evidenziato la “problematicità reale esistente con il servizio elettrico” e hanno fatto appello alla “comprensione collettiva” di fronte a una situazione che, assicurano, si sta cercando di risolvere.
Il testo ha insistito sul fatto che dopo quel presunto dialogo "sono tornati la tranquillità e la calma che hanno sempre caratterizzato il territorio".
Inoltre, ha accusato gli utenti “per lo più dall'estero” di cercare di “manipolare e politizzare la situazione”.
Nel frattempo, sui social media circolano video e pubblicazioni che mostrano i vicini di Baire che urlano slogan e chiedono soluzioni di fronte ai blackout, in una nuova dimostrazione del crescenti malcontento popolare per la crisi multisistemica che vive il paese.
Le persone che protestavano eludevano i controlli della polizia evitando la via principale, muovendosi per le strade secondarie (Avenidas 8 e 4). Una volta arrivati al Parco Centrale di Baire, hanno fatto sentire le loro rivendicazioni di fronte alla stazione di polizia e alla casa del presidente del Consiglio Popolare.
Simultaneamente, il regime ha utilizzato la sua consueta tattica di interrompere il servizio internet in tutta la zona per ostacolare la diffusione della protesta, anche se la connettività è stata ripristinata dopo 30 minuti, momento in cui i residenti hanno potuto condividere le loro testimonianze sui social.
Domande frequenti sulle proteste a Baire e la risposta del regime cubano
Cosa ha motivato le proteste a Baire?
Le proteste a Baire sono state motivate dai prolungati black-out, dalla carenza di cibo e dalla mancanza di acqua potabile che hanno colpito la popolazione orientale di Cuba per settimane. I residenti di Baire sono scesi in strada per esprimere il loro malcontento e chiedere soluzioni al governo, urlando slogan come "¡Abajo Díaz-Canel!" e chiedendo libertà.
Come ha risposto il regime cubano a queste proteste?
Il regime cubano ha cercato di minimizzare le proteste, presentandole come un "scambio" tra le autorità e la popolazione. Tuttavia, ha fatto ricorso a tattiche repressive, come il taglio dell'accesso a internet, per evitare la diffusione di immagini e testimonianze delle manifestazioni. Simultaneamente, ha accusato utenti dall'estero di manipolare e politicizzare la situazione.
Qual è stato l'impatto delle proteste nella comunità di Baire?
Le proteste a Baire hanno evidenziato il crescente malcontento popolare di fronte alla crisi economica e multisistemica che sta affrontando Cuba. Nonostante gli sforzi del regime per silenziare il dissenso, le testimonianze e i video condivisi sui social media mostrano un popolo che ha perso la paura e che chiede condizioni di vita migliori.
Quali misure ha adottato il governo per affrontare la crisi che ha scatenato queste proteste?
Il governo cubano ha tentato di controllare la narrativa delle proteste attraverso la criminalizzazione del malcontento e la diffusione di propaganda che presenta un'immagine di calma e controllo. Tuttavia, non ha offerto soluzioni reali alla crisi energetica né alla scarsità di cibo, il che ha aggravato il malessere sociale nel paese.
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