Il dollaro e l'euro potrebbero chiudere l'anno ai massimi storici se dovesse continuare l'attuale escalation

La depreciación del peso cubano potrebbe portare il dollaro e l'euro a superare le previsioni che li collocavano intorno ai 500 pesos per fine anno. La mancanza di misure da parte del governo di Miguel Díaz-Canel e un mercato informale dominante accelerano la svalutazione.

Immagine di riferimento creata con Intelligenza ArtificialeFoto © CiberCuba / Sora

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La depreciación del peso cubano sembra non avere freno. A meno di tre mesi dalla conclusione dell'anno, le tendenze del mercato informale delle valute indicano una chiusura con nuovi record per il dollaro e l'euro, due valute che sono diventate barometri del deterioramento economico dell'isola.

Il dollaro statunitense (USD) è quotato questa domenica a 458 pesos cubani (CUP), mentre l'euro (EUR) raggiunge 520 CUP, secondo i dati di elTOQUE.

A luglio, i valori erano rispettivamente di 385 e 426. Il salto in appena 90 giorni supera il 20 % in entrambi i casi e conferma il ritmo accelerato di svalutazione del peso.

Se questa tendenza mensile si mantiene —circa 10-15 pesos in più al mese per il dollaro e tra 12 e 18 per l'euro—, gli analisti stimano che il mercato potrebbe chiudere il 2025 con il dollaro che sfiora i 500 CUP e l'euro che si avvicina ai 580 CUP, come previsto dalla maggior parte dei cubani che hanno partecipato al sondaggio di CiberCuba a metà settembre.

Se queste proiezioni si avverassero, il peso cubano accumulerebbe una perdita di valore vicino al 30% in appena sei mesi, la maggiore in quasi tre anni.

La proiezione non è solo aritmetica: risponde a un contesto strutturale in cui la scarsità di valute ufficiali, l'inflazione galoppante e la mancanza di fiducia nella gestione economica del governo alimentano la domanda del mercato parallelo.

L'assenza di un sistema formale ed efficiente di compravendita di valute ha consolidato il mercato informale come l'unico riferimento reale per il calcolo dei prezzi, dei risparmi e delle rimesse.

Nel frattempo, il regime continua a fare appello a promesse vaghe di “riordino” e “stabilizzazione monetaria” senza fornire dettagli né risultati concreti.

Passato il mezzo di strada del 2025, la promessa del primo ministro Manuel Marrero Cruz di implementare un nuovo “meccanismo di gestione, controllo e assegnazione della valuta”, come parte del cosiddetto “Programma di Governo per correggere le distorsioni e rilanciare l'economia”, continua a rimanere nel limbo.

Economisti indipendenti avvertono che qualsiasi tentativo di invertire la tendenza richiederebbe misure profonde: restrizioni sull'emissione monetaria, attrazione di investimenti esteri reali e riapertura dei canali di circolazione delle valute.

Ma nella pratica, il panorama immediato sembra definito: il peso cubano continuerà a indebolirsi, spinto dalla sfiducia e dalla paralisi produttiva.

Se dovesse mantenersi l'attuale dinamica, il 2025 si chiuderà con il dollaro e l'euro a livelli mai visti, e con milioni di cubani che affrontano un potere d'acquisto sempre più eroso da un'inflazione che ormai si percepisce in ogni mercato, in ogni negozio e in ogni valuta che cambia mano.

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Redazione di CiberCuba

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