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Il cantautore cubano Silvio Rodríguez ha nuovamente suscitato polemiche esprimendo pubblicamente il suo sostegno all'ex presidente argentino Cristina Fernández de Kirchner, recentemente condannata a sei anni di prigione per corruzione nella causa Vialidad e sanzionata dagli Stati Uniti per i suoi legami con trame di tangenti e malversazione di fondi pubblici.
In un post diffuso dalla stessa exmandataria, Fernández ha ringraziato il trovador cubano e sua moglie, la flautista e clarinettista Niurka González, per la loro visita presso la sua abitazione a Buenos Aires.
“Grazie Silvio per la visita, per il tuo supporto e per la tua solidarietà”, ha scritto l'ex presidente insieme a una fotografia dell'incontro, in cui appare sorridente accanto all'artista, durante il suo tour in America Latina.
Il gesto di Rodríguez, considerato uno dei principali simboli culturali del regime cubano, non sorprende all'interno del suo percorso politico. Fedele al discorso rivoluzionario e alla narrazione del “perseguimento giudiziario” contro leader progressisti, il musicista ha difeso in diverse occasioni figure ideologicamente affini, anche quando affrontano accuse di corruzione o abusi di potere.
"Néstor Kirchner è stato l'uomo capace di restituire agli argentini più della speranza, direi la dignità. È stato il presidente che si è unito alle Madri di Plaza de Mayo, perché è stato lui a metterci la faccia per iniziare a ricostruire ciò che il liberalismo aveva distrutto per gli argentini. Mi sembra importante il sostegno a Cristina, che è colei che lo rappresenta, e voglio che sappiate che il mio cuore e le mie idee - ciò che ho difeso tutta la mia vita con le mie canzoni - sono con voi”, ha dichiarato il cantautore nel novembre 2010, durante un tour nel paese australe."
La sua nuova dimostrazione di supporto a Fernández de Kirchner, condannata e inabile a ricoprire cariche pubbliche, è interpretata come un’estensione naturale di quella affinità politica.
Il legame tra entrambi i personaggi si basa su una visione condivisa del potere e della politica: una retorica populista che si presenta come voce degli sfruttati mentre ignora le conseguenze istituzionali ed etiche dei loro governi.
Nel caso di Fernández de Kirchner, i tribunali argentini hanno determinato la sua responsabilità in un intrigo di contratti per opere pubbliche truccati durante la sua presidenza (2007–2015), il che ha portato a una storica condanna confermata dalla Corte Suprema lo scorso giugno.
La visita di Rodríguez avviene, inoltre, in un contesto in cui la figura di Fernández de Kirchner è fortemente messa in discussione sia all'interno che all'esterno dell'Argentina, anche da parte di settori della sinistra regionale, che vedono nel suo caso un esempio del deterioramento morale e politico di certi leadership latinoamericani.
Mientras il trovador continua il suo tour con concerti al Movistar Arena di Buenos Aires, il suo gesto nei confronti dell'ex presidente riapre il dibattito sui limiti della solidarietà politica e della complicità morale.
In questo senso, contrasta la repulsione mostrata nel marzo del 2025 dal musicista durante la celebrazione del XXV Festival del Habano, scandalizzato dal contrasto tra i lussi di un'élite del regime cubano e la povertà che cresce in modo esponenziale nell'Isola.
"Segnali diversi suggeriscono che stia avvenendo una sorta di scomparsa graduale del senso di dignità nazionale. Lo percepisco nei fatti quotidiani dei cittadini. Lo percepisco nella carnavalizzazione della statua della nazione e della tomba del mambí sconosciuto (...) ¿Dove siamo arrivati perché possano succedere queste cose, perché si trivializzi il sacro, perché si manchi di rispetto alla memoria di un essere umano, alla sua famiglia, alle persone che lo amano?", scrisse il musicista.
Perché al di là dell'arte e delle canzoni, l'incontro tra Silvio Rodríguez e Fernández de Kirchner simboleggia l'abbraccio tra due discorsi che, in nome delle giuste cause, hanno finito per difendere coloro che hanno tradito la fiducia dei loro popoli.
Corruzione e arricchimento all'interno della famiglia Kirchner
Il sostegno di Silvio a Cristina non può essere compreso senza ricordare il trascorso giudiziario e patrimoniale che accompagna il cognome Kirchner sin dai tempi in cui Néstor Kirchner governava la provincia di Santa Cruz.
Durante questa fase (1991–2003), la coppia accumulò un patrimonio immobiliare sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Attraverso società familiari come Hotesur S.A. e Los Sauces S.A., i Kirchner edificarono un impero alberghiero a El Calafate, la loro città natale, che col tempo si trasformò in uno dei pilastri dell'intreccio di corruzione che la giustizia argentina attribuisce alla coppia.
Tra le proprietà più emblematiche si trovano gli hotel Alto Calafate, Las Dunas e Los Sauces (Casa Patagónica), che sono stati utilizzati come veicoli per canalizzare denaro dell'opera pubblica attraverso contratti simulati di ospitalità e affitto.
Le indagini giudiziarie hanno rivelato che le imprese di costruzione beneficiate da appalti statali, in particolare Austral Construcciones, dell'imprenditore Lázaro Báez —amico personale e socio di Néstor Kirchner—, pagavano somme milionarie per stanze che non venivano mai occupate.
Secondo l'Unità di Informazione Finanziaria (UIF) e l'Ufficio Anticorruzione (OA), tra il 2008 e il 2015 quelle operazioni hanno raggiunto i 25 milioni di dollari, coprendo ritorni illegali derivanti da contratti pubblici.
In parallelo, la causa Vialidad, in cui Cristina Fernández è stata condannata a sei anni di reclusione e inabilitazione perpetua, ha stabilito che il danno allo Stato argentino causato dalla direzione di opere pubbliche ha superato i 535 milioni di dollari.
La crescita patrimoniale dei Kirchner è stata anch'essa motivo di sospetto: quando Néstor assunse la presidenza nel 2003, dichiarava un patrimonio vicino ai 7 milioni di pesos; alla sua morte nel 2010, la sua fortuna e quella della moglie superavano i 60 milioni di pesos, equivalenti a più di 12 milioni di dollari dell'epoca.
Aunque le cause Hotesur e Los Sauces sono state chiuse nel 2021, la Camera di Cassazione ha ordinato di riaprirle due anni dopo, ritenendo che esistessero prove consistenti di riciclaggio di denaro e associazione illecita. In totale, i benefici illeciti attribuiti all'ambiente Kirchner sono stimati in oltre 600 milioni di dollari.
Questo intricato sistema di corruzione, avviato negli anni provinciali e consolidato durante le sue presidenze, costituisce il nucleo del discredito politico e morale che grava sulla famiglia Kirchner, nonostante i tentativi di presentarlo come una persecuzione giudiziaria o mediatica.
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