Repressione a Cuba: Attivista si sveglia circondata dalla Sicurezza dello Stato a L'Avana

Attivisti a Cuba affrontano una repressione sistematica da parte della Sicurezza dello Stato, che intensifica i cordoni e le detenzioni in date simboliche e nei giorni di blackout generalizzati.

La Sicurezza dello Stato monitora l'attivista Lara CrofsFoto © Facebook Lara Crofs

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La attivista cubana Yamilka Lafita, conosciuta sui social media come Lara Crofs, ha denunciato questo giovedì che agenti della Sicurezza di Stato hanno circondato la sua abitazione a L'Avana, impedendole di uscire senza alcuna spiegazione legale né notifica preventiva.

Secondo quanto riportato dall'attivista in un post sul suo profilo Facebook, si trovava a controllare la cisterna di casa sua quando un vicino le ha avvisato della presenza degli agenti. “Nessuna traccia d'acqua, ma i repressori sono arrivati presto”, ha scritto.

Facebook Lara Crofs

Uno degli ufficiali, senza identificarsi correttamente, le ha detto che non poteva uscire. Quando le ha chiesto il motivo, l'agente si è limitato a dire: “Sai perfettamente perché non puoi uscire. Il giorno in cui cambierai comportamento, vedrai cosa succede”.

Lafita rispose con fermezza: “Se si riferisce al mio comportamento, coerente con la persona che sono e per continuare a perseguire ciò che penso per ottenere la libertà del mio paese, le assicuro che ho tutto il tempo del mondo finché il regime sarà al potere”.

Minacce e sorveglianza: “Una pattuglia attende l'ordine per fermarla”

Il giornalista indipendente José Luis Tan Estrada mercoledì ha allertato sulla gravità della situazione. Ha assicurato che un agente noto come Mijaín si è presentato a casa dell'attivista per imporle un divieto di uscita senza un ordine giudiziario, e l'ha minacciata di compiere un atto di ripudio con la partecipazione dei vicini.

Facebook José Luis Tan Estrada

“Anche se non lo noti, una pattuglia è in attesa dell'ordine per fermarti", scrisse Tan Estrada, sottolineando che quel giorno la cubana aveva l'accesso alle sue reti sociali limitato, una misura che mira a silenziare la sua voce critica in un contesto di crescente repressione sull'isola.

Ángel Santiesteban arrestato durante il blackout generale

Il scrittore e oppositore Ángel Santiesteban-Prats è stato arrestato a L'Avana mercoledì, dopo aver tentato di uscire di casa durante il blackout nazionale che ha colpito tutto il paese.

La giornalista Camila Acosta ha denunciato che agenti della Sicurezza dello Stato lo hanno trattenuto per oltre tre ore. Un ufficiale le ha indicato che non poteva uscire fino a quando non fosse tornato il servizio elettrico, una misura completamente arbitraria e illegale.

La crisi energetica, provocata dal crollo della centrale termoelettrica Antonio Guiteras, è stata utilizzata come pretesto per rafforzare la sorveglianza e limitare la mobilità degli oppositori al regime.

Camila Acosta è stata anch'essa sotto sorveglianza costante

Il fine settimana, Camila Acosta ha anche denunciato che rimane sotto vigilanza permanente. Davanti alla sua abitazione a L'Avana si sono appostati due agenti del G2, che è riuscita a fotografare.

Non le impedirono di uscire, ma lei assicura che la seguivano da vicino e la pattuglia della polizia era pronta ad intervenire nel caso in cui provasse a partecipare ad attività pubbliche.

Acosta ha collegato questa vigilanza alle celebrazioni per il Giorno della Vergine della Carità del Cobre, una data significativa per molti cubani, specialmente per i credenti, durante la quale solitamente si svolgono pellegrinaggi o atti simbolici di resistenza.

“Siamo alle porte del Giorno della Vergine... Oggi accenderò una candela per Cuba, e perché quegli sbirri che mi impediscono di uscire di casa un giorno rispondano alla giustizia,” scrisse.

Un modello di repressione coordinata

I casi di Yamilka Lafita, Ángel Santiesteban e Camila Acosta fanno parte di un modello sistematico di repressione a Cuba. La Sicurezza di Stato intensifica i sorvegliamenti e le detenzioni domiciliari in date simboliche, blackout o di fronte a qualsiasi possibilità di protesta.

Nonostante la crisi energetica, le risorse del regime continuano a essere impiegate per monitorare, intimidire e neutralizzare giornalisti, artisti e attivisti.

La situazione mette in evidenza che, anche in mezzo a un blackout generale, la priorità del regime non è ripristinare il servizio elettrico, ma silenziare ogni voce critica che denunci la repressione, la scarsità o la mancanza di libertà sull'isola.

Domande frequenti sulla repressione a Cuba

Perché la Sicurezza dello Stato ha impedito all'attivista Yamilka Lafita di uscire di casa?

La Sicurezza dello Stato ha assediato l'abitazione di Yamilka Lafita per impedirle di uscire nel tentativo di limitare il suo attivismo e silenziare la sua voce critica contro il regime cubano. Senza alcuna notifica legale, le è stato vietato di uscire, una misura che fa parte di un modello sistematico di repressione contro gli attivisti sull'isola.

Cosa è successo allo scrittore Ángel Santiesteban-Prats durante il blackout a Cuba?

Ángel Santiesteban-Prats è stato arrestato arbitrariamente dalla Sicurezza dello Stato mentre tentava di uscire di casa durante un blackout generale a Cuba. È rimasto trattenuto per oltre tre ore senza una spiegazione legale, una pratica utilizzata per controllare e reprimere gli oppositori durante le situazioni di crisi.

Come influisce la repressione a Cuba su attivisti come Camila Acosta?

Camila Acosta, proprio come altri attivisti, affronta una sorveglianza costante e restrizioni alla sua libertà di movimento. Il regime cubano intensifica queste misure in date simboliche o durante eventi importanti, come le celebrazioni del Giorno della Vergine della Carità del Cobre, per mettere a tacere le voci critiche.

Cosa dimostra il cordone di polizia durante la messa per Damir Ortiz a Cuba?

Il cerchio di polizia al Cimitero di Colón durante la messa per Damir Ortiz evidenzia il controllo rigido del regime sulla vita sociale a Cuba, anche in atti di dolore e congedo. L'intervento della polizia ha impedito la partecipazione delle persone all'evento, mostrando la strategia del regime di criminalizzare la solidarietà dei cittadini.

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