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Un giudice federale ha emesso questo lunedì una decisione divisa in uno dei casi legali che affronta il controverso centro di detenzione per migranti conosciuto come “Alligator Alcatraz”.
La risoluzione ha respinto parte delle rivendicazioni dei querelanti, ma ha mantenuto in piedi altre accuse che dovranno ora essere risolte in una giurisdizione diversa.
La domanda iniziale: accesso a avvocati e udienze giudiziarie
Il caso è stato presentato il 16 luglio, poche settimane dopo che i primi migranti sono stati trasferiti nel centro.
In sua querela, un gruppo di detenuti ha sostenuto di non avere accesso riservato ai loro avvocati né a udienze nei tribunali per l'immigrazione, il che a loro avviso violava i loro diritti fondamentali.
Durante un'udienza tenutasi a Miami, gli avvocati per i diritti civili hanno chiesto un'ingiunzione preliminare che obbligasse la struttura a garantire incontri privati con i propri legali e a facilitare le udienze giudiziarie.
Secondo quanto affermato, “gli avvocati non sono stati in grado di accedere, e tanto meno di identificare, il tribunale appropriato per quelle udienze”.
Sei dei ricorrenti sono riusciti a comunicare con i loro rappresentanti tramite videoconferenze, ma hanno denunciato che quelle conversazioni non erano riservate: avvenivano in spazi aperti, sotto la supervisione del personale del centro.
Il giro con la designazione di Krome
In una sentenza di 47 pagine -citata dall'agenzia AP- il giudice distrettuale Rodolfo Ruiz ha sostenuto che la situazione è cambiata sostanzialmente dopo che l'amministrazione di Donald Trump ha designato il Centro di Processamento Krome North, a Miami, come sede per trattare i casi di tutti i detenuti in “Alligator Alcatraz”.
Quel cambiamento, spiegò il magistrato, ha annullato il principale reclamo dei ricorrenti: l'assenza di un tribunale per l'immigrazione competente.
“Molto è cambiato da quando è stata presentata la causa”, ha scritto Ruiz, ricordando che l'azione civile ha subito costanti modifiche.
“Quasi tutti gli aspetti dell'azione civile dei querelanti -le loro cause di azione, i fatti a sostegno, le loro teorie di luogo, i loro argomenti nel merito e le loro richieste di rimedio- sono cambiati con ogni presentazione”, ha aggiunto.
Con questo ragionamento, Ruiz ha respinto le accusazioni relative alla mancanza di accesso a udienze e avvocati, ritenendo che abbiano perso la loro validità.
Giurisdizione in disputa
Un altro punto chiave è stata la discussione sulla giurisdizione. Il centro di detenzione si trova su una pista di atterraggio isolata di proprietà della contea di Miami-Dade, ma fisicamente si trova all'interno della contea di Collier, che appartiene al Distretto Centrale della Florida.
Lo stato e il governo federale hanno sostenuto che, per questa ragione, il Distretto Sud -dove è stata presentata la causa- non era il foro appropriato.
Il giudice Ruiz ha concordato con questa posizione e ha ordinato il trasferimento del caso.
Quale parte della domanda è ancora valida?
Sebbene Ruiz abbia respinto le accuse principali riguardo all'accesso a una rappresentanza legale e alle udienze, il magistrato ha lasciato aperta la possibilità per i querelanti di proseguire con un'altra parte delle loro pretese: le presunte violazioni del Primo Emendamento.
Queste denunce, relative a limitazioni alla comunicazione e all'espressione dei detenuti, saranno esaminate nel Distretto Centrale della Florida, dove il giudice ha trasmesso il caso.
Un'altra battaglia legale: Le cause ambientali
Il panorama giudiziario di “Alligator Alcatraz” si complica ulteriormente a causa di un processo parallelo.
Organizzazioni ambientaliste e la comunità indigena miccosukee hanno intentato una causa per fermare la costruzione e l'espansione del centro fino a quando non rispetterà la legislazione federale ambientale.
In quel fascicolo, la giudice federale Kathleen Williams, con sede a Miami, ha ordinato il 7 agosto scorso una sospensione temporanea di 14 giorni dei lavori.
I testimoni hanno dichiarato la settimana scorsa e si prevede una sentenza prima della scadenza della misura cautelare. Williams non ha ancora deciso se quel caso debba essere trasferito in un'altra giurisdizione.
Domande frequenti sul caso del centro di detenzione "Alligator Alcatraz" in Florida
Quale parte della causa contro "Alligator Alcatraz" è ancora valida?
La parte della domanda che rimane in vigore riguarda le presunte violazioni del Primo Emendamento, relative alle limitazioni della comunicazione e dell'espressione dei detenuti. Queste denunce saranno esaminate nel Distretto Centrale della Florida, come deciso dal giudice Rodolfo Ruiz.
Perché sono state respinte le principali accuse della causa?
El giudice Rodolfo Ruiz ha respinto le accuse principali riguardanti l'accesso agli avvocati e alle udienze giudiziarie perché la situazione è cambiata dopo che il Centro di Elaborazione Krome North di Miami è stato designato come sede per gestire i casi dei detenuti. Questo cambiamento ha reso inefficace il reclamo riguardante la mancanza di un tribunale per l'immigrazione competente.
Quali controversie ambientali affronta il centro "Alligator Alcatraz"?
Il centro affronta una causa per violazioni ambientali, poiché le organizzazioni ambientaliste e la comunità indigena miccosukee sostengono che la costruzione e l'espansione del centro non hanno rispettato la legislazione ambientale federale. La giudice Kathleen Williams ha ordinato una pausa temporanea nei lavori mentre vengono esaminate queste accuse.
Qual è la posizione del governo della Florida riguardo a "Alligator Alcatraz"?
Il governo della Florida, guidato dal governatore Ron DeSantis, difende il centro come parte di una strategia per rafforzare la lotta contro l'immigrazione irregolare. Nonostante le critiche per condizioni disumane e violazioni dei diritti, l'amministrazione sostiene che vengono mantenuti standard minimi e prevede di espandere il modello ad altri stati.
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