L'attivista Alfredo González, padre di Annier González, un giovane deceduto durante il Servizio Militare Obbligatorio (SMO), ha denunciato pubblicamente gli abusi subiti da suo figlio durante la “preparazione” nella Scuola Provinciale del Ministero dell'Interno (MININT) a Matanzas.
In un messaggio emozionante pubblicato su Facebook, González ha condiviso dettagli sul maltrattamento sistematico al quale è stato sottoposto Annier. Nella sua testimonianza spiega come, in soli 10 giorni, il giovane sia stato vittima di punizioni fisiche, umiliazioni verbali e di un ambiente ostile da parte di ufficiali e compagni.

"Per aver sbadigliato durante la formazione, lo hanno costretto a correre per più di 30 minuti; per essersi messo a ridere quando un ragazzo è caduto dal letto, lo hanno mandato a fare flessioni in un luogo pieno d'acqua; e quando ha cercato una guava nel rifugio, è stato anche punito con esercizi fisici", ha raccontato suo padre.
Il giovane è stato costretto a strisciare nel fango, gli è stata negata assistenza medica per le ferite e ha subito un'umiliazione costante con frasi come “non voglio puttane in infermeria”, usate dagli ufficiali nel rivolgersi ai reclutamenti.
Una delle rivelazioni più preoccupanti del padre è stata che suo figlio, sopraffatto dal bullismo, ha espresso intenzioni di vendetta durante una sessione di tiro, causando paura tra i suoi compagni. Poco dopo, Annier si è tolto la vita.
“Doveva morire mio figlio affinché non continuasse a succedere.”
L'attivista ha denunciato che, nonostante i presunti cambiamenti nelle Forze Armate, queste pratiche abusive continuano a verificarsi. "Dicono che non succede più, ma mio figlio ha dovuto morire affinché non continuasse a succedere," ha lamentato.
En luglio Alfredo González è stato arrestato a Matanzas dopo aver accusato sui social media un ufficiale che, secondo quanto afferma, è stato uno dei responsabili diretti del maltrattamento subito da suo figlio. Anche se inizialmente gli è stato imputato il reato di disobbedienza e gli è stata richiesta una cauzione di 5.000 pesos, alla fine è stato liberato con una misura cautelare.
“Mi hanno rilasciato con una misura cautelare. Prima mi hanno accusato di disobbedienza, sembrava che mi avrebbero trasferito al Combinado dove ho perso mio figlio. Grazie a tutti coloro che mi hanno sostenuto,” ha dichiarato su Facebook.
Un attivismo che dà fastidio
Desde la morte di suo figlio nel 2021, González è diventato una delle voci più visibili contro il Servizio Militare Obbligatorio a Cuba. Attraverso pubblicazioni, lettere e video, ha denunciato gli abusi e le negligenze all'interno del sistema militare cubano, un tema storicamente silenziato nell'isola.
Il suo gruppo su Facebook, “No más VÍCTIMAS en el servicio militar en Cuba”, ha funzionato come uno spazio di denuncia per altre famiglie che hanno vissuto esperienze simili, mettendo in evidenza un modello di maltrattamento istituzionale nei confronti dei giovani reclute.
Cresce il rifiuto al Servizio Militare a Cuba
Questo caso si aggiunge a un'ondata di denunce su abusi, incidenti e morti nel SMO. Recentemente CiberCuba ha riportato un caso avvenuto a Guantánamo. In un video si vede un recluta con un barile blu in testa, costretto a sopportare un peso eccessivo sotto le ordini di altri militari.
Un altro video, pubblicato da San José, ha mostrato un adolescente che veniva calcietto e costretto a fare esercizi di squat con pesi, in una chiara scena di violenza istituzionale.
Questi episodi, uniti alla tragedia di Annier González, hanno riacceso il dibattito sulla legalità, l'etica e la necessità del Servizio Militare Obbligatorio a Cuba, specialmente in un contesto in cui molti giovani vengono arruolati senza preparazione, supervisione adeguata né protezione contro gli abusi.
Domande frequenti sugli abusi nel Servizio Militare Obbligatorio a Cuba
Quali denunce ha fatto Alfredo González sul Servizio Militare a Cuba?
Alfredo González ha denunciato che suo figlio Annier ha subito abusi fisici e psicologici durante il suo tempo nel Servizio Militare Obbligatorio (SMO) a Cuba. Secondo González, suo figlio è stato vittima di punizioni fisiche, umiliazioni verbali e di un ambiente ostile da parte di ufficiali e compagni. Questi abusi hanno portato il giovane a uno stato di disperazione che ha culminato nel suo tragico suicidio.
Quali conseguenze ha affrontato Alfredo González per le sue denunce?
Alfredo González è stato arrestato a Matanzas dopo aver denunciato sui social media un ufficiale responsabile del maltrattamento di suo figlio. È stato accusato di disobbedienza e rilasciato con misure cautelari dopo che inizialmente gli era stata richiesta una cauzione di 5.000 pesos. Il suo attivismo è stato pacifico e orientato a vie legali e istituzionali, il che ha suscitato preoccupazione per le accuse rivolte contro di lui.
Come ha reagito la comunità cubana di fronte alle denunce di abusi nel Servizio Militare?
La comunità cubana ha mostrato indignazione e preoccupazione di fronte alle denunce di abusi nel Servizio Militare Obbligatorio. I social media sono diventati uno spazio di visibilità e denuncia di questi casi, con famiglie e attivisti che espongono situazioni simili di maltrattamento e negligenza. L'ondata crescente di denunce ha riacceso il dibattito sulla legalità, etica e necessità del Servizio Militare nell'isola.
Esistono altri casi di abusi nel Servizio Militare a Cuba?
Sì, esistono numerosi rapporti di abusi nel Servizio Militare Obbligatorio a Cuba. Sono stati documentati casi di giovani costretti a effettuare esercizi estremi come punizione, e sono state segnalate morti in circostanze sospette a causa della mancanza di assistenza medica e condizioni disumane. Questi casi hanno aumentato il rifiuto al SMO nell'isola.
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